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Giù le bollette, risparmi per 60 euro

ROMA — Per la prima volta dal 2010 le bollette della luce e del gas diminuiranno. Da aprile caleranno dell’1% quelle dell’energia elettrica e del 4,2% quelle del gas con un risparmio complessivo di 60 euro a famiglia che salirà a 90 euro se entro l’anno il calo delle tariffe sarà del 7% come previsto. Lo ha comunicato l’Autorità per l’energia precisando che la «riduzione è stata resa possibile grazie alla attuazione della prima fase della riforma del gas normata dal decreto cresci-Italia» varato dal governo Monti nel gennaio del 2012. In pratica la legge prevede un diverso calcolo nella formazione del prezzo della materia prima dando più peso alle quotazioni spot (la cui incidenza passa dal 5 al 20%) e abbassando (dal 95 all’80%) quelle a lungo termine.
«Questo ribasso — ha commentato ieri il presidente dell’Autorità, Guido Bortoni — ci consente di diminuire lo spread energetico rispetto alla media europea». Soddisfatta la Coldiretti che annota come nel 2012 le bollette di cui sopra avevano subito un rincaro record del 13,4%, più del doppio dell’aumento del 2011. Il governo, dopo giorni di critiche incrociate da parte di tutte le forze politiche, può vantare almeno questo successo. Se ne fa vanto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera: «E’ un risultato importante, abbiamo avviato un percorso virtuoso, la dimostrazione che le norme che abbiamo inserito nel cresci-Italia e nel primo decreto Sviluppo per favorire la liberalizzazione del mercato del gas e aumentare la concorrenza iniziano ad avere un impatto diretto sulla vita di cittadini ed imprese». Il calo effettivo delle tariffe dell’energia elettrica è del 2,4% in quanto va aggiunto il ribasso dell’1,4% deciso a gennaio.
«In uno scenario di forte contrazione della domanda di energia, il nuovo sistema di bilanciamento introdotto dall’Autorità nel dicembre 2011 ha contribuito — ha spiegato Bortoni — insieme ad altri interventi di regolazione e alle recenti regole europee sull’allocazione della capacità di trasporto e la gestione delle congestioni alla riduzione dello spread con il resto d’Europa». «Tutto ciò ha portato alla discesa dei prezzi all’ingrosso rispettivamente del 20% per il gas e del 15% per l’energia elettrica prodotta da questa fonte, consentendo di arrivare da un lato all’attuale allineamento dei prezzi all’ingrosso del gas italiani con quelli europei e, dall’altro, alla forte riduzione del differenziale di prezzo nazionale-estero per l’energia elettrica». Secondo il garante, questa riforma avrà «ricadute anche verso altri risultati che riguardano, in particolare, la progressiva diminuzione del peso dei contratti di lungo termine nel prezzo della materia prima gas per le famiglie e il suo disaccoppiamento da quello del petrolio».
Entrando nel dettaglio della nuova formazione dei prezzi, nonostante le elevate quotazioni del petrolio (115 dollari al barile nei primi due mesi dell’anno), è stato possibile ottenere un calo del 7,2% della componente materia prima che rappresenta il 40% della bolletta traducendosi quindi in un calo del 3,5% della spesa finale, cui va aggiunto un ulteriore taglio dello 0,7% derivante dai risparmi delle spese di stoccaggio per effetto delle nuove procedure di assegnazione. Nei grafici diffusi dall’Autorità si nota infine che, nella composizione della spesa finale per il gas, se il peso della materia prima è del 39,40%, quello delle imposte è del 34,17% di cui il 17,19% per le accise, il 14,70% per l’Iva e il 2,28% per l’addizionale regionale.

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