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Giù i tassi sui Btp ma lo spread risale

di Stefania Tamburello

ROMA — Tassi in forte calo per i titoli di Stato a medio e lungo termine offerti in asta ieri dal Tesoro. Che incassa un nuovo segnale positivo dopo il successo del collocamento dei Bot della scorsa settimana. A dire il vero gli analisti si aspettavano qualcosa di più, un ribasso dei tassi più accentuato, ma i mercati ieri hanno aperto la settimana con un sentimento meno favorevole di quello che si era affermato venerdì. Non tanto per la bocciatura data proprio venerdì da Fitch a cinque Paesi europei, con l'Italia retrocessa di due posizioni, quanto per la delusione sull'esito delle trattative sul debito greco e per la paura del contagio al Portogallo, i cui titoli quinquennali ieri hanno pagato un rendimento balzato al 22,69%. Tanto da far intervenire la Bce che pure ha comunicato di aver in pratica azzerato i suoi acquisti di titoli di debiti sovrani, visto che la scorsa settimana ha impegnato solo 63 milioni rispetto ai 2,2 miliardi dei sette giorni precedenti.
I risultati delle aste di ieri anche se meno brillanti di quelle dei Bot sono state comunque un test importante superato per il Tesoro: il Btp a 5 anni, offerto per 3,6 miliardi di euro poco meno del massimo della forchetta (4 miliardi) e richiesto per 4,6 miliardi, è stato assegnato con un rendimento al 5,39% in discesa di oltre un punto rispetto all'asta di metà dicembre, quando aveva segnato il record del 6,47%. I Btp a 10 anni, il titolo più rischioso perché quello esposto a maggiori tensioni sul secondario, è stato offerto nell'ammontare massimo previsto di 2 miliardi. Richiesto per 2,8 miliardi ha fatto registrare tassi in calo al 6,08% dal 6,98% della precedente asta di un mese fa. In entrambe le emissioni i rendimenti sono risultati inferiori a quelli del pre-mercato. Che comunque hanno registrato i segnali di rialzo già in apertura delle quotazioni sul secondario, dove i Btp decennali hanno registrato valori superiori al 6% rispetto al 5,9% raggiunto alla chiusura di venerdì, mentre lo spread nei confronti dei corrispondenti Bund tedeschi è risalito a 430 punti dai 404 precedenti. E ciò anche per il calo dei rendimenti dei titoli della Germania provocato dalle attese tornate nel corso della giornata di ieri incerte sull'esito della riunione del Consiglio europeo. Gli investitori che si erano mostrati alla vigilia ottimisti sull'accordo per il Patto di bilancio, hanno rispolverato le perplessità sulla capacità dell'Europa di marciare unita. Soprattutto guardando all'ulteriore rinvio di un'intesa sul debito greco, attesa per il weekend.
Le Borse del Vecchio continente hanno risentito di questo clima di mutabilità di aspettative chiudendo tutte in calo, depresse anche dall'avvio in rosso di Wall Street. Piazza Affari ha perso l'1,21% in linea con gli altri listini, ignorando quindi sostanzialmente il verdetto di Fitch, che venerdì ha ridotto da A+ ad A- il rating del debito italiano, e rimanendo anche indifferente alle stime sull'economia diffuse ieri da Moody's, che prevedono (ma la stessa Bankitalia esprime indicazioni meno favorevoli) un calo dell'1% del Pil per quest'anno «a causa dell'impatto del decreto salva Italia destinato a ridurre il reddito disponibile delle famiglie». Peggio di Milano ha fatto in ogni caso Parigi, in discesa dell'1,60%, che ha risentito della revisione al ribasso delle previsioni di crescita della Francia e ha reagito all'annuncio fatto dal presidente Nicolas Sarkozy dell'introduzione a partire dal prossimo agosto della Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. Francoforte ha perso l'1,04%, Madrid l'1,62%, Londra l'1,09%.
 

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