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«Giù i compensi dei banchieri»

La Banca d’Italia sollecita gli istituti di credito ad applicare senza resistenze le nuove regole di governance, a ridurre i costi legati agli incarichi e agli organi collegiali e a moderare con maggior convinzione retribuzioni e bonus dei massimi dirigenti. Sulle quali Bankitalia, che chiede anche una maggior presenza di donne e giovani nei ruoli chiave, vuol vederci chiaro: nelle prossime settimane chiederà a tutte le banche di trasmettere dati armonizzati sui «sistemi di remunerazione», per fare un paragone a livello europeo, e verificare se gli istituti abbiano rispettato l’invito, in questo periodo di crisi, a ridurre i premi ai manager.
«Sulla governance il sistema bancario ha fatto progressi, ma restano da fare ancora passi avanti» ha detto ieri il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Nonostante «non siano mancate critiche e resistenze all’azione correttiva della Banca d’Italia», da parte delle banche, «restano ulteriori sforzi da fare» ha detto il governatore, sui costi legati «ad assetti di governo pletorici ed eccessivamente articolati», «a dinamiche dei sistemi di remunerazione non coerenti», ma anche su alcuni aspetti specifici. Come il sistema di rappresentanza nei consigli di amministrazione delle banche popolari quotate in borsa, «che non garantisce un controllo adeguato del management», o i diritti riservati ad alcuni soci nei patti di sindacato, ha detto Visco, che ha ospitato ieri a via Nazionale un convegno sulla governance.
Platea d’eccezione, con la presenza dei vertici di quasi tutte le maggiori banche italiane, per discutere di un argomento che Bankitalia considera cruciale, «importante — dice Visco — quanto la dotazione di capitale». Federico Ghizzoni e Giovanni Bazoli, amministratore delegato di Unicredit e presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa, sottolineano l’importanza dei soci stabili di riferimento nelle banche, con il primo che sottolinea un problema di legittimazione delle banche nel fare utili («Se facciamo un miliardo dicono che abbiamo rubato, se lo fa un industriale è bravo»), e il secondo a ricordare come il sistema dualistico di governo delle banche (con un comitato di sorveglianza e uno di controllo), «non è fallito anche se è stato abbandonato da due banche, e va ancora esplorato nelle potenzialità».
«C’è un problema dato dal calo della redditività delle banche che impone una riduzione dei costi operativi, la razionalizzazione degli assetti societari nei gruppi bancari, nonché il contenimento del numero dei componenti degli organi di amministrazione» ha detto il direttore generale della Banca, Fabrizio Saccomanni. Dal governatore è giunto un invito anche ad accrescere la componente femminile negli organi di gestione. «Va accresciuta la presenza femminile nei consigli e, più in generale, la diversità, come l’ età, il tipo di esperienza, la proiezione internazionale». Pensare in modo più aperto anche al modo di fare banca, assicura Visco, «allarga le prospettive di analisi, riduce l’uniformità dei comportamenti, attenua gli effetti pro-ciclici rispetto agli choc esterni».

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