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Giro di vite sul lavoro irregolare

Via libera alle nuove sanzioni sul lavoro nero. Maggiorate del 30% la maxisanzione e le somme aggiuntive per la revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Duplicate quelle sull’orario di lavoro. Le nuove misure si applicano alle violazioni commesse dopo il 23 dicembre 2013, intendendosi tali, anche quelle violazioni la cui cessazione sia intervenuta dopo tale data. Lo precisa il ministero del lavoro illustrando le novità introdotte dalla legge n. 9/2014 di conversione del dl n. 145/2013 (destinazione Italia), che ha scongiurato l’originaria decuplicazione degli importi delle sanzioni.

Le sanzioni maggiorate del 30%. Due le sanzioni aumentate del 30%: quelle sul lavoro nero (maxisanzione) e quella per la revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. La prima sanzione si applica in caso d’impiego di lavoratori subordinati senza la preventiva comunicazione d’instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro (cosiddetta Co). Per questa sanzione, inoltre, è prevista la disapplicazione della diffida, che consente di pagare la misura minima delle sanzioni in caso di rimozione della violazione entro il termine concesso (cioè diffidato) dagli ispettori.

Il ministero spiega che, in seguito alla legge di conversione, ne deriva che:

a) in relazione alle violazioni commesse prima del 24 dicembre 2013 (entrata in vigore del dl n. 145/2013) si applica la vecchia disciplina;

b) in relazione alle violazioni commesse dal 24 dicembre 2013 al 21 febbraio 2014 (giorno prima dell’entrata in vigore della legge n. 9/2014), si applicano le nuove misure delle sanzioni, nonché la procedura di diffida;

c) in relazione alle violazioni commesse dal 22 febbraio 2014 (entrata in vigore della legge n. 9/2014) si applicano le nuove misure delle sanzioni, ma non la procedura di diffida.

Relativamente al momento di consumazione degli illeciti per l’applicazione delle diverse misure delle sanzioni, il ministero precisa che, attesa la natura permanente dell’illecito (occupazione di lavoratori in nero), «tale momento va a coincidere con la cessazione della condotta». Per esempio, in relazione a un rapporto di lavoro in nero iniziato prima del 24 dicembre 2013, ma cessato il 10 gennaio 2014, si applicherà il regime sanzionatorio relativo alle violazioni commesse nel periodo in cui cade il 10 gennaio 2014.

La seconda sanzione maggiorata del 30% è la somma aggiuntiva prevista quale condizione per la revoca del cosiddetto provvedimento di sospensione dell’attività d’impresa (che scatta in presenza di occupazione in nero di lavoratori oppure di ripetute violazioni alle disposizioni sulla sicurezza del lavoro). I nuovi importi si applicano alle richieste di revoca del provvedimento effettuate dal 24 dicembre 2013 e sono pari a 1.950 euro nell’ipotesi di sospensione per lavoro irregolare (euro 1.500 fino al 23 dicembre 2013) e a 3.250 euro nell’ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di sicurezza sul lavoro (euro 2.500 fino al 23 dicembre 2013).

Le sanzioni che raddoppiano. Le sanzioni che raddoppiano sono quelle sull’orario di lavoro. In tal caso, la legge n. 9/2014 ha eliminato l’originaria previsione del dl n. 145/2013 che ne stabiliva, invece, la decuplicazione degli importi. I nuovi importi (sono indicati su ItaliaOggi del 5 febbraio) si applicano alle violazioni commesse dal 24 dicembre 2013. Nello specifico si tratta delle sanzioni per violazioni delle norme su durata e riposi, giornaliero e settimanale. Raddoppiano, dunque, le sanzioni per il superamento della durata media dell’orario di lavoro, fissata a 48 ore incluso straordinario. Poi raddoppiano le sanzioni per le violazioni sul riposo settimanale, cui ha diritto il lavoratore ogni sette giorni di lavoro, della durata di 24 ore consecutive di regola coincidenti con la domenica. In terzo luogo aumentano del 100% le sanzioni per le violazioni delle norme sul riposo giornaliero cui ha diritto il lavoratore ogni 24 ore per la durata di 11 ore.

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