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Il giorno delle banche venete. Oggi il dossier al consiglio Intesa

Giornata cruciale sul fronte del salvataggio delle due ex popolari venete. Stamattina alle 11 si riunisce il consiglio di amministrazione della Popolare di Vicenza nella sede di via Battaglione Framarin e, quasi contemporaneamente a Milano, il cda di Intesa Sanpaolo, prima indiziata per il salvataggio della stessa Vicenza e di Veneto Banca.

Nelle ore della vigilia, i vertici della ex popolare berica — il presidente Gianni Mion e l’amministratore delegato Fabrizio Viola — hanno sottolineato l’importanza dell’appuntamento odierno, in vista del quale hanno detto di attendere, fino all’ultimo, un segnale concreto da parte del governo. Invece, dopo un week-end di lavoro sotterraneo, nulla è emerso. Neppure da parte di Intesa Sanpaolo. L’argomento salvataggio, ha evidenziato il presidente dell’istituto di credito, Gian Maria Gros Pietro, riferendosi alla riunione odierna del cda «non è un tema all’ordine del giorno, ma penso se ne parlerà. Ogni decisione dipende dalle condizioni che saranno poste dalle autorità europee: la Commissione europea per quanto riguarda la concorrenza e la Bce per quanto riguarda la ricapitalizzazione. È ovvio che ogni intervento dipende dalle condizioni in atto e da quello che potrebbe succedere, quindi al momento non si può dire».

Nessuna evidenza delle richieste europee – come peraltro è sempre stato fin qui –, mentre sui tempi il mercato inizia a stringere.

Mercoledì 21 giugno andrà a scadenza un’obbligazione subordinata emessa da Veneto Banca da nominali 150 milioni di euro (l’importo outstanding dovrebbe però essere attorno ai 100 milioni). Ai consiglieri – Viola oltreché amministratore delegato della Vicenza è presidente del comitato esecutivo di Veneto Banca – si porrà dunque, nella riunione convocata domani a Montebelluna, il problema del rimborso. Il bond è una emissione junior , che ieri quotava sui 60 centesimi. Logica vuole che si rimborsi. Ma la continuità aziendale è messa a rischio dalle troppe variabili ancora indeterminate e quindi si pone il problema prospettico dei rimborsi delle prossime emissioni, che stanno venendo a scadenza. Da rimborsare ci sono alcuni bond senior . Possibili numerose liti legali. Che fare?

«Il principio generale – spiega Fiorenzo Festi, professore ordinario di diritto privato alla Liuc di Castellanza – è che i debiti vanno pagati a scadenza. Il rischio di revocatoria si concretizzerà se eventualmente vi dovesse essere un fallimento entro pochi mesi. Ma il principio generale è chiaro: le obbligazioni si pagano a scadenza. Il risparmiatore, tutelato dalla Costituzione, ha diritto a vedersi rimborsato quel dato giorno, sinché la banca è pienamente attiva e funzionante. Naturalmente, se gli amministratori della banca ritengono di non essere in grado di fare fronte agli altri debiti in scadenza successivamente al rimborso di questo prestito obbligazionario, hanno il dovere di fare immediato ricorso a una procedura liquidatoria rispettando la par condicio creditorum ». È questo il dubbio più impellente.

Stefano Righi

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