Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Giornali, archivi online salvi

Salvi gli archivi on line dei quotidiani. Per il diritto di oblio basta la deindicizzazione dai motori di ricerca generali. Non si può pretendere, invece, la completa eliminazione (cancellazione) della versione virtuale della notizia dal sito della testata. A queste conclusioni è arrivato il Garante della privacy (provvedimento n. 116 del 25 marzo 2021), che assolve un quotidiano dall’accusa di non avere rimosso dall’archivio in rete un articolo su una vicenda giudiziaria di circa 24 anni fa.

La vittoria della testata giornalistica è, però, dolceamara visto che ha preso una sanzione di 20 mila euro per avere risposto in ritardo alle, peraltro, infondate richieste dell’interessato: così, d’altra parte, impone, il Regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679 (Gdpr), che non distingue i casi di lentezza a rispondere a un interessato che ha ragione dalla lentezza a rispondere all’interessato che ha torto. A prescindere da questo aspetto, che va ripensato, la questione principale riguarda le sezioni dei siti internet dei giornali, in cui si riversano tutti i numeri usciti. Ovviamente di un quotidiano, di un periodico e dell’editoria in genere esistono copie conservate nelle emeroteche, cartacee e digitali, così come vengono conservate negli archivi on line delle singole testate editrici. Il problema di tutto ciò che è «online» è il fatto che i file sono, in punta di click, seduti da casa propria, sempre a disposizione di chiunque e in ogni luogo e che le macchine fanno ricerche più veloci e qualche volta anche più precise degli umani. In sostanza internet moltiplica all’infinito nel tempo e nello spazio la possibilità che il contenuto di un articolo sia conosciuto. E se le notizie sono negative aumenta a dismisura la possibilità che vengano apprese da più persone e in un periodo di tempo più esteso.

Per reazione a tutto ciò, prima la Corte di giustizia Ue e poi il Gdpr hanno codificato il diritto all’oblio, che è una espressione del diritto alla privacy, intesa nel suo nocciolo duro ovvero diritto ad essere lasciato da solo, lontano da qualsiasi visibilità. La questione è che anche l’oblio non è un diritto assoluto del singolo: la privacy non può essere strumentalizzata dal dittatore per velare i suoi crimini o dal condannato per nascondere le sue colpe o dal debitore inadempiente per impedire al creditore di fare le sue ragioni e così via.

Ci vuole un bilanciamento. Anche con il diritto della stampa a informare e della società ad essere informata. Ci sono decisioni che il mercato o un elettore devono prendere anche in considerazione delle notizie diffuse dalla stampa su determinate persone. Se il diritto di oblio non si bilancia con il diritto all’informazione, la situazione zoppica. Sugli archivi on line dei giornali. Il Garante, uniformandosi ad alcune decisioni della Cassazione, fa una distinzione tra cancellazione e deindicizzazione. In sostanza c’è un no secco alla cancellazione, cioè all’amputazione degli archivi on line, che rimangono integri; ma si deve, però, disinnescare l’effetto amplificatore della rete sottraendo l’articolo alla indicizzazione.

L’articolo, se indicizzato, cioè se contrassegnato, viene pescato da google e simili e viene esposto a chiunque come risultato di una ricerca sul web; se, invece, l’articolo è deindicizzato, allora, non viene pizzicato da google e non spunta tra i risultati della ricerca. Tutto questo vale se la notizia originaria era coperta dal diritto di cronaca (verità dei fatti o verosimiglianza con controllo delle fonti, rilevanza sociale, forme contenute): altrimenti va rimossa (Cassazione, ordinanza n. 10347, pubblicata il 20 aprile 2021).

L’interessato, infine, ha anche diritto all’aggiornamento dell’articolo, se le cose sono cambiate (ad esempio una condanna è stata ribaltata in appello), ma deve dare alla testata gli elementi precisi e documentati. Rispettato ciò, scrive il garante, l’archivio on-line dell’editore risponde ad una legittima finalità di archiviazione di interesse storico-documentaristico che, pur differente dall’originaria finalità di cronaca giornalistica, risulta compatibile.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un balzo in avanti. In parte previsto, ma che comunque apre una prospettiva diversa rispetto al pess...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Decontribuzione dal 50 al 100% per i lavoratori che usciranno dalla cassa integrazione del settore t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dica la verità, senatrice Bongiorno, ma la Lega vuole davvero i fondi del Recovery che sono legati ...

Oggi sulla stampa