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Giochi e scommesse nozze in casa Bonomi Snai sposa Cogemat

Convolano a nozze due società del settore dei giochi partecipate dal fondo di Andrea Bonomi, Investindustrial. Si tratta di Snai, quotata a Piazza Affari e cresciuta partendo dalle scommesse ippiche, e di Cogemat, attiva soprattutto nella gestione di macchine da gioco ( gaming machine ). Le due società hanno comunicato di avere raggiunto un accordo che, «all’avverarsi di una serie di condizioni sospensive, porterà all’integrazione delle attività del gruppo Cogemat/ Cogetech con quelle di Snai attraverso un’operazione di conferimento nel capitale sociale » della società quotata. Quest’ultima è controllata al 67% da Global Games, veicolo partecipato in forma paritetica dai fondi di private equity Investindustrial e Palladio, che a sua volta fa capo a Giorgio Drago e Jacopo Meneguzzo. Mentre Cogemat, che controlla Cogetech, è partecipata al 72% da un veicolo condiviso tra i fondi Orlando Italia e Investindustrial. «Attraverso questa operazione — sottolinea Giorgio Sandi, presidente e amministratore delegato di Snai — creeremo il primo polo quotato in Italia dedicato all’ entertainment , leader nel mercato delle scommesse e co-leader nel segmento delle gaming machine ».

Proprio per la presenza del private equity di Bonomi come socio di controllo in entrambe le società destinate a convolare a nozze, l’integrazione, che si stima possa chiudersi verso settembre, dovrà passare al vaglio del comitato parti correlate della Snai. Se la fusione dovesse andare in porto, gli attuali azionisti di Cogemat si troveranno ad avere titoli Snai di nuova emissione pari al 38% del capitale post aumento per una valorizzazione in via indicativa tra 1,81 e 2,02 euro. Ieri a Piazza Affari le azioni Snai hanno accolto la notizia delle nozze con un balzo del 4% a 1,628 euro. Nell’ambito dell’operazione, Cogemat sarà valutata tra 130 e 145 milioni. Quest’ultima, nel 2014, ha totalizzato un valore complessivo della produzione di 535,52 milioni, con un margine operativo lordo di 42,5 milioni, utili netti di 6,52 milioni e una posizione finanziaria netta positiva per 77,79 milioni. Mentre il gruppo Snai ha chiuso il 2014 con ricavi a 527,5 milioni, margine operativo lordo a 105,9 milioni, perdite per 26 milioni e un indebitamento finanziario netto di 419,1 milioni. Dato, quest’ultimo, che al 31 marzo risultava ridotto a 405,1 milioni, mentre i ricavi dei primi tre mesi del 2015 si sono attestati a 156,1 milioni, il margine operativo lordo a 20,2 milioni e gli utili a 11,4 milioni. Tuttavia, tra le righe della nota con cui Snai ha annunciato i numeri, si legge che se, da una parte «gli amministratori rilevano che il risultato ante ammortamenti, svalutazioni, proventi/oneri finanziari, imposte nel primo trimestre 2015 è significativamente migliore rispetto a quello del primo trimestre dell’esercizio precedente », dall’altra, «rispetto alle attese si riscontra un risultato lievemente inferiore». Ma nonostante tali incertezze il bilancio è stato redatto «sulla base del presupposto della continuità aziendale».
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