Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Gibilterra, Madrid sfida Londra “Una tassa di 50 euro per entrare”

LONDRA — Con la forza gli spagnoli ci avevano provato per l’ultima volta nel 1779. Per tre anni assieme ai francesi tennero sotto assedio Gibilterra, la bombardarono dal mare e da terra mentre in America la corona inglese combatteva la rivolta delle colonie che sarebbero diventate Stati Uniti. Ma l’assedio fallì: il 14 settembre 1783 la Royal Navy affondò le batterie galleggianti degli assedianti, francesi e spagnoli si ritirarono con la coda fra le gambe. Da allora non si è più parlato di guerre, ma Gibilterra è rimasta una rocca ambita e contesa. Sabato il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Garcia-Margallo ha spiegato però che «la festa è finita, adesso facciamo sul serio». Forse si riferisce agli anni “morbidi” dei socialisti spagnoli: ora la Spagna di Mariano Rajoy si prepara a mettere una tassa di 50 euro su chiunque (turista o lavoratore) voglia entrare o uscire dal territorio della rocca. Se non basterà, Madrid pensa persino di bloccare i voli sul locale aeroporto. Il pretesto per il nuovo scontro sono i blocchi di cemento che i “llanitos” britannici hanno iniziato a gettare in mare, al largo della rocca, per creare una barriera di ripopolamento per i pesci. Per la Spagna è soltanto un ostacolo alle reti dei suoi pescherecci, e per questo loro hanno alzato le loro reti doganali contro i turisti e i cittadini di Gibilterra: i controlli alla frontiera sono diventati asfissianti, 6-8 ore per entrare o uscire da quel piccolo fazzoletto di terra britannica appeso alla penisola iberica.
Negli anni, dopo aver fallito con gli assedi militari, i governi spagnoli di destra e di sinistra hanno sempre provato a fare qualcosa, ad agitarsi per riavere la rocca. Ieri si è visto costretto a entrare in gioco il premier britannico David Cameron: «Il primo ministro è seriamente preoccupato, abbiamo chiesto spiegazioni al governo spagnolo», dice il suo portavoce. Il chief minister britannico di Gibilterra Fabian Picardo ha sparato più forte: «Le dichiarazioni spagnole sono frutto di una politica folle, ci minacciano come fossero la Corea del Nord, sembra di sentire le parole del dittatore Franco».
La verità è che come sempre in questi casi gli uomini al governo vengono spinti ad alzare la voce da chi è più estremista di loro, oppure dalle loro difficoltà interne. Il governo Rajoy è stato accusato dai sindacati dei pescatori spagnoli di essere impotente di fronte alla “barriera corallina” di Gibilterra. E allora Rajoy ha deciso di riscoprire che una finta guerra su Gibilterra può aiutare anche a far dimenticare i suoi problemi. A Londra
invece Cameron alla sua destra ha un bel partito nazionalista tendenzialmente xenofobo e anti- europeo che lo tiene sulla graticola. William Dartmouth, eurodeputato dell’Ukip (Uk Independence Party) accusa per esempio il premier spagnolo di voler far dimenticare i suoi fallimenti, e per questo offre una soluzione: «Il nostro governo dovrebbe mandare subito una fregata a Gibilterra per ricordare a quelli di chi è la rocca».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa