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Giallo nel governo sulle detrazioni addio retroattività, poi la smentita

ROMA — Governo nel caos sulla legge di Stabilità. Ieri, a poche ore dal termine per presentare il disegno di legge alle Camere, a dieci giorni dal varo, era ancora aperta l’opzione di un rinvio di un anno dei dolorosi tagli alle detrazioni. La retromarcia avrebbe comportato, secondo fonti del governo, come misura compensativa l’eliminazione di uno dei due punti di riduzione Irpef (quello dal 27 al 26 per cento): entrambe le misure valgono infatti circa un miliardo. Ieri, in tarda serata, il governo ha deciso e fatto sapere di essere intenzionato a «tirare dritto» e a lasciare, eventualmente, la parola al Parlamento. Salterebbero, invece, la tassazione delle pensioni di invalidità e il taglio dei permessi agli statali per assistere i disabili.
Senza modifiche dunque una valanga di tasse rischia di vanificare la riduzione dell’Irpef di due punti. La lettura delle tabelle (ancora non definitive dopo giorni di scrittura e riscrittura) del ddl di Stabilità del 2013 fornisce un risultato sorprendente: a fronte di 5,4 miliardi di alleggerimento fiscale, ci sono 6,6 miliardi di nuove tasse. Il prossimo anno, a conti fatti, famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati si troveranno sulle spalle un fardello di più di un miliardo di imposte. Il governo, viste le critiche dell’intera maggioranza, di sindacati e centri di ricerca, ha pensato seriamente a un dietrofront per l’intera giornata di ieri: un rinvio per evitare fin dalle buste paga del prossimo anno che ci si ritrovi con “mini-detrazioni” prendendo al balzo anche il divieto, più volte aggirato, di fare norme fiscali retroattive.
Senza contare che la manovra prevede inoltre tagli alla spesa viva per 3,7 miliardi: di questi 2,2 verranno da Comuni e Regioni e 600 (di cui 100 per l’acquisto di dispositivi medici nelle Asl). Il resto dei tagli proviene dal maxi accorpamento di enti di ricerca (dodici in uno: il Centro nazionale di ricerca), dalla scuola (sale da 18 a 24 ore l’orario di lavoro degli insegnanti) e dai ministeri.
Come era emerso dalle simulazioni della prima ora, lo sconto medio per contribuente di circa 200 euro dovuto al taglio Irpef viene abbondantemente “mangiato” dall’aumento del-l’Iva e dai tagli alle detrazioni e alle deduzioni che possono rappresentare una perdita secca tra i 47,5 e gli oltre 100 euro per ogni tipologia di sconto per ciascun contribuente.
A conferma di queste prime valutazioni ieri sono giunte le cifre della Relazione tecnica che indicano in 4,2 miliardi il beneficio del taglio Irpef e in 1,2 quello sulla detassazione dei salari di produttività. Ma a fronte di queste riduzioni di imposte ci sono i tagli orizzontali alle detrazioni
e deduzioni per quasi 2 miliardi fin dal prossimo anno e 3,2 miliardi di aumento di un punto dell’Iva che non può che essere messo in carico al contribuente. Senza considerare quasi un miliardo per l’accisa sulla benzina per l’Emilia, le tasse sul Tfr (170 milioni), la tassazione delle
pensioni di guerra (200 milioni). Infine il Ponte sullo Stretto: nella prima versione della legge di Stabilità era previsto il primo passo per una exit strategy con il finanziamento dei contratti disattesi, ma dalle ultime stesure la norma sembra scomparsa.

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