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Ghizzoni e Vita confermati al vertice di UniCredit

Vertici confermati, consiglio più snello, presenza femminile in crescita e assenza di CariVerona fra i soci della lista di maggioranza. Si potrebbe riassumere così la presentazione dei candidati al rinnovo del consiglio di amministrazione di Unicredit. Federico Ghizzoni e Giuseppe Vita resteranno rispettivamente amministratore delegato e presidente del gruppo per il prossimo triennio. Le vicepresidenze dovrebbero poi passare da quattro a tre, con la riconferma di Luca Cordero di Montezemolo, Fabrizio Palenzona e Vincenzo Calandra Buonaura.
Il numero dei membri del board scenderà da 19 a 17 e la presenza femminile sarà di sei membri, ben oltre gli obblighi previsti dalla legge. Nel cda saranno poi rappresentate le diverse anime del gruppo sia a livello geografico, con la rappresentanza di consiglieri di area italiana, tedesca, austriaca e araba, sia a livello di settore, con rappresentanti del mondo industriale (italiano e estero), assicurativo e bancario.
In assemblea degli azionisti, il prossimo 13 maggio, oltre alla nomina del nuovo board sarà portato all’approvazione dei soci il bilancio 2014 chiuso con 2 miliardi di utili e la distribuzione di uno script dividend di 12 centesimi. 

Un consiglio più snello, più rosa e senza la Fondazione Cariverona. Per Unicredit nessuna particolare sorpresa sul prossimo board, che dovrà essere eletto in sede di assemblea il 13 maggio. Ieri si è alzato il velo sui nominativi della lista presentata da Allianz, Aabar, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Carimonte Holding, Fincal (Caltagirone) e Cofimar (Maramotti). Confermati i vertici dell’istituto: l’amministratore delegato Federico Ghizzoni e il presidente Giuseppe Vita. Dei quattro vicepresidenti continueranno a sedere nel board Luca Cordero di Montezemolo, Fabrizio Palenzona e Vincenzo Calandra Buonaura, mentre non ci sarà più Candido Fois rappresentante della Fondazione Cariverona.
Quest’ultima aveva fatto sapere nei giorni scorsi, con una comunicazione ufficiale, di non voler aderire all’invito di contribuire alla formazione della lista per il prossimo consiglio di Unicredit. L’ente scaligero, che è primo azionista italiano della banca con una quota del 3,45%, ha spiegato che la decisione è stata presa «al fine di non avere alcun condizionamento nelle scelte di diversificazione del proprio patrimonio tenuto conto delle opportunità offerte dal riordino del sistema delle banche popolari e in attuazione del protocollo di intesa Acri-Ministero dell’Economia e delle Finanze». D’altra parte, la Fondazione veneta, in base all’accordo Mef-Acri, dovrà ridurre sotto il 33% la concentrazione su un solo asset e dovrebbe, quindi, cedere attorno all’1% di Unicredit e ha già detto di voler giocare un ruolo nel cambiamento del sistema delle popolari.
Tornando ai vertici dell’istituto, la riduzione del numero dei membri del board dovrebbe riflettersi anche su una riduzione del numero dei vicepresidenti che potrebbe scendere dagli attuali quattro a tre, se non addirittura a due. Sembra, quindi, scontata la conferma di Montezemolo e Palenzona e nel caso di un terzo vicepresidente anche quella di Calandra. In quota Carimonte holding della Fondazione Carimonte e Monte Bologna, che ha il 2,1% di Unicredit, nell’attuale mandato, Calandra è stato sostituito nella lista per il rinnovo del cda dalla new entry Cesare Bisoni (appena dimessosi da sindaco effettivo di Unicredit). Resterà, comunque, in piazzetta Gae Aulenti perché voluto dagli altri grandi soci della banca che gli hanno riconosciuto un ruolo decisivo giocato in questi anni nel dare stabilità al vertice dell’istituto.
Degli altri 17 nomi della lista, sei sono donne. Accanto alla conferma di Henryka Bochniarz e di Helga Jung, entreranno di sicuro nel prossimo cda Unicredit Clara Streit, che siede nel board di Jerónimo Martins e Bank Vontobel AG e nel supervisory board di Delta Lloyd e di Deutsche Annington Immobilien; Paola Vezzani, docente all’università di Modena e Reggio Emilia ed Elena Zambon, presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico e membro del cda di Italcementi e del Fondo Strategico It€aliano. Il diciassettesimo nome della lista di maggioranza è Benedetta Navarra, che con ogni probabilità non entrerà in consiglio, perché da statuto un posto è dedicato alla lista di minoranza, che riconferma Lucrezia Reichlin. Le donne nel board saranno, quindi, sei su 17 membri, ben oltre la quota di un quinto prevista per questo rinnovo dalla legge Golfo-Mosca.
Completano la rosa dei candidati, che sarà presentata ai soci, i riconfermati Manfred Bischoff presidente del supervisory board di Daimler e membro di altri cda di gruppi industriali tedeschi; Alessandro Caltagirone, presidente di Vianini Industrie e fra le altre cariche membro dei cda di Cementir Holding e Caltagirone; Alexander Wolfgring, rappresentante dell’anima austriaca del gruppo; Anthony Wyand, membro del cda di Aviva e di Société Foncière Lyonnaise e deputy chairman di Société Générale. Nuovo ingresso in quota Aabar, che detiene il 6,5% di Unicredit, sarà Mohamed Ahmed Badawy Al Husseiny, ceo e director dal marzo 2010 di Aabar Investments.
L’alto numero di riconferme nel board sembrano essere il segnale di un consenso dei soci stabili rispetto al percorso fatto dal gruppo bancario in questi ultimi anni, che ha portato a chiudere l’esercizio 2014 con un utile netto di 2 miliardi. Rivisto al rialzo anche il dividendo che passa da 10 a 12 centesimi e sarà portato all’approvazione dell’assemblea. Si tratta di uno script dividend, vale a dire che sarà pagato in azioni a meno che l’azionista non chieda che venga liquidato in contanti.

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