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Gestori svizzeri con l’obiettivo Italia

Non c’erano confini per i gestori svizzeri della Hsbc Private Bank. I banchieri di Ginevra non avevano scrupoli a varcare la dogana e a raggiungere le case, gli uffici o le fabbriche dei facoltosi clienti del gruppo bancario britannico. In Italia gli svizzeri proponevano ai titolari dei conti strumenti finanziari, prodotti di investimento e società dove far fruttare i loro soldi. Consigliavano le strade migliori per mettere al sicuro il denaro ma, soprattutto, per evadere il fisco.
Le prove sono contenute in alcuni documenti in possesso del Sole 24 Ore dai quali emergono gli spostamenti dei gestori svizzeri nel nostro Paese. Milano, Varese, Brescia, Torino, Trento, Genova, Roma, le città più frequentate. Ma scorrendo l’elenco compaiono anche località meno battute ma evidentemente ricche di soldi in nero come Rovigo, Fiorenzuola, Viggiù, Rapallo e Bassano del Grappa, per citare solo alcune delle tappe del giro d’Italia che portava i gestori soprattutto nelle regioni del Nord Italia. Spesso gli incontri avvenivano negli uffici dei clienti, nel centro di Milano, in un hotel o all’interno dell’impresa di proprietà. Erano visite regolari, che servivano per fare il punto sull’andamento degli investimenti e dei rendimenti, ma erano anche incontri di emergenza per risolvere problemi improvvisi dei titolari dei conti o per cercare di tranquillizzarli dopo una visita della Guardia di Finanza.
I quotidiani elvetici Tages Anzeiger e Le Temps, aderenti al Consorzio internazionale giornalisti investigativi di Washington (Icij) che ha sollevato lo scandalo SwissLeaks, hanno ricostruito gli spostamenti dei gestori scoprendo che i banchieri si sono recati in almeno 25 Paesi di quattro continenti per incontrare in tutta segretezza e spesso illecitamente i loro clienti.
Tra il 2004 e il 2005 – hanno calcolato i reporter dei due giornali – vi sarebbero stati almeno 1.645 appuntamenti all’estero con clienti della banca. Gli appuntamenti si svolgevano per lo più in hotel di lusso e in ristoranti esclusivi. Quattro di questi 25 Paesi – Francia, Argentina, Spagna e Belgio – hanno avviato procedure giudiziarie contro la banca svizzera accusandola di aver esercitato illecitamente l’attività finanziaria nel loro Paese.
I banchieri della Hsbc approfittavano di queste visite per proporre ai loro clienti soluzioni per sfuggire anche alla tassazione europea sui depositi, la European savings directive, entrata in vigore nel 2005. La chiamavano “soluzione Esd” ma dietro le due parole si nascondeva un meccanismo per consentire ai clienti di non pagare la ritenuta europea attraverso la costituzione di società scudo a Panama o nelle Isole vergini britanniche.
Parte dei documenti in possesso del Sole 24 Ore è stata consegnata ai magistrati di Torino dalla procura anticorruzione di Madrid nel 2014. I file sono all’esame dei pm ma il rischio prescrizione e gli scudi fiscali che hanno sanato le posizioni di molti dei correntisti della Hsbc rendono inefficaci le indagini.
La procura di Torino è l’unica in Italia a essere entrata in possesso delle due liste Falciani esistenti. La prima lista è quella arrivata in Italia nel 2010 e riguarda i clienti della Hsbc Private Bank di Ginevra. Sono questi i nomi di cui il settimanale L’Espresso (che aderisce all’Icij) si occuperà nelle prossime settimane in esclusiva per l’Italia. Di questi nomi la Guardia di Finanza conosce tutto, visto che le indagine sono cominciate cinque anni fa. Ma i risultati dal punto di vista del recupero effettivo di soldi sono stati scarsi: 30 milioni di euro. Gli sforzi dei militari delle Fiamme Gialle, infatti, si sono infranti – come accade anche per i magistrati – contro il muro delle prescrizioni e dei condoni.
La seconda lista di italiani è quella che deriva da un gruppo di oltre 121mila nominativi di diverse nazionalità di cui la procura anticorruzione spagnola era entrata in possesso nel 2013. Non si conosce il numero esatto di italiani compresi in questa lista. Di sicuro si tratta dei clienti delle filiali della Hsbc di Montecarlo, Lussemburgo, Zurigo, Lugano, Gersey e Guernsey. Su questi nomi le indagini, seppur a fatica, procedono.
Ieri, intanto, alla luce delle rivelazioni dello scandalo SwissLeaks, il dipartimento di Giustizia americano ha fatto sapere che sta valutando la possibilità di avviare un’azione legale contro la Hsbc e i suoi vertici. Gli Stati Uniti avevano già multato la banca con una maxiammenda da 1,9 miliardi di dollari. Ora vogliono capire se la Hsbc ha aiutato cittadini americani a evadere il fisco.

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