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Gerico a prova di federalismo

Prove di federalismo negli studi di settore del 2012. Sono cinque gli studi di settore in evoluzione per il suddetto periodo d’imposta per i quali sono state, infatti, introdotte nuove variabili territoriali su base regionale e comunale in adempimento dei precetti contenuti nel dl n. 112/2008. La circolare n. 23/e del 15 luglio scorso (si veda ItaliaOggi del 16/07/2013) illustra i meccanismi costruttivi che hanno guidato l’elaborazione dei cinque studi di settore su base regionale, tramite l’applicazione dei cosiddetti «modelli misti», ovvero modelli statistico-matematici che consentono l’analisi di informazioni in base anche alla componente territoriale.

L’evoluzione su base regionale e comunale delle analisi e delle funzioni di stima degli studi di settore costituisce con tutta probabilità il futuro dello strumento di accertamento induttivo. La stima delle variabili territoriali è da sempre uno dei talloni d’Achille degli studi di settore. Proprio per superare questa difficoltà congenita, il legislatore della manovra estiva del 2008 (articolo 83 commi 19 e 20 del decreto legge n. 112 del 2008) aveva previsto una graduale e progressiva elaborazione degli studi di settore anche su base regionale e comunale, ove ciò fosse compatibile con le normali e ordinarie metodologie di elaborazione. Il processo di avvicinamento degli studi di settore al territorio regionale o comunale di riferimento previsto dal legislatore del 2008 sarebbe dovuto partire già dal 1° gennaio 2009 e avrebbe dovuto vedere quali protagonisti principali anche le associazioni professionali e di categoria nonché la partecipazione attiva degli stessi comuni.

Leggendo la circolare di ieri si scopre, invece, che questo processo ha assunto, almeno nei fatti, percorsi del tutto diversi e peculiari. La prima tappa del percorso federalista degli studi di settore si è svolta lo scorso anno tramite l’evoluzione dello studio di settore VM35U delle erboristerie. Quest’anno invece vengono calati e adattati alle variabili territoriali su base comunale e regionale altri cinque studi di settore, non certo trascurabili, ovvero: quello delle attività di riparazione di beni di consumo (UG98U), quello delle costruzioni (VG69U), quello dei servizi di fotocopiatura (VG89U), quello del commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato (VM45U) e infine quello del commercio al dettaglio di piccoli animali domestici (VM48U).

Per queste particolari tipologie di attività, Gerico baserà le sue stime di calcolo sia sulla base dei gruppi omogenei di attività (cosiddetti clusters) sia sulla base del posizionamento territoriale del contribuente. Questa metodologia di costruzione è definita dalla circolare come mista, basata cioè sull’evoluzione della regressione lineare multipla, sulla quale sono costruiti gli studi di settore, attraverso l’utilizzo di modelli lineari misti, dove per misti si intendono appunto quelli costruiti con variabili di regressione basate sia sui clusters che sul posizionamento territoriale.

Per comprendere meglio i termini della questione basta leggere la nota tecnico-metodologica di costruzione dello studio evoluto VG69U per il settore delle costruzioni. Per tener conto delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell’attività, si legge nella nota metodologica dello studio VG69U, nella determinazione della «funzione di ricavo» si sono state utilizzate sia variabili contabili sia variabili strutturali e territoriali.

Oltre alle regioni nelle quali è effettuata la maggior parte della produzione, si sono presi in considerazione anche i risultati forniti dalla «Territorialità del livello delle quotazioni immobiliari definita su dati dell’Osservatorio sul mercato immobiliare (Omi) riferiti all’anno 2010» e della «Territorialità del livello del reddito disponibile per abitante». Mentre la «Territorialità del livello delle quotazioni immobiliari» differenzia il territorio nazionale sulla base dei valori di mercato degli immobili per comune, provincia, regione e area territoriale, la «Territorialità del livello del reddito disponibile per abitante» differenzia il territorio nazionale sulla base del livello del reddito disponibile per comune, provincia, regione e area territoriale.

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