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Gentiloni: Covid, più cooperazione per mettere al riparo l’economia

Si deve al politologo americano Joseph Nye l’espressione soft power coniata più di trent’anni per indicare l’abilità di attrarre diffondendo valori e cultura. L’economista e ministro italiano Tommaso Padoa-Schioppa la chiamava «la forza gentile» dell’Europa. Entrambi gli studiosi sono stati richiamati ieri nell’intervento che il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, ha inviato a Venezia alla Soft Power Conference promossa da Francesco Rutelli.

La seconda è ultima giornata di lavori ha avuto come protagonista «i valori universale della scienza e della cultura» come motore della ripartenza del mondo. Al thin tank riunito alla Fondazione Cini, sull’isola di San Giorgio, ha debuttato Soft Power Prize. Il primo riconoscimento è andato al virologo John Nkengasong «l’uomo dell’azione contro la pandemia in Africa, il cui impegno, coraggio, sapienza — ha detto Rutelli — ci dicono che nessuno si salva da solo». Lo scienziato, già collaboratore di Antony Fauci, oggi alla guida del Centro Africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), ricevendo il premio dal ceo delle Generali, Philippe Donnet, che ha patrocinato l’iniziativa, ha avvertito sul pericolo che viene dai paesi poveri. «Serve più solidarietà dal mondo occidentale. Senza vaccini in Africa, le varianti saranno sempre più pericolose». Una minaccia all’economia globale, un cigno nero che può essere dissolto aumentando al 70% le vaccinazioni in Africa dall’attuale 2,5%. «Nonostante i nostri sforzi — ha riconosciuto Gentiloni — ci sono enormi disparità nell’accesso ai vaccini; dobbiamo fare di più. Le lezioni apprese che stiamo discutendo nel G20 indicano la necessità di una maggiore cooperazione internazionale». Tra i ministri italiani intervenuti alla Soft Power Conference, Luigi Di Maio, Dario Franceschini e Giancarlo Giorgetti, quest’ultimo ha sottolineato come «l’individualismo sfrenato non sia la scelta giusta» per lo sviluppo e manchino ancora all’appello «11 miliardi di dosi nel mondo». E anche per la presidente del Senato Elisabetta Casellati «l’universalità dei vaccini è un obiettivo irrinunciabile per consentire alle nostre comunità e alle nostre economie di uscire dalla crisi».

Ma è ancora Gentiloni a ricordare che «sulla scia della pandemia il multilateralismo torna in auge, anche grazie all’impegno dell’Ue e alla leadership italiana del G20. Quest’estate Venezia è stata il palcoscenico dello storico accordo del G20 sulla tassazione globale. L’emergenza ci ha insegnato che non è possibile affrontare i problemi globali con soluzioni locali. Allo stesso tempo — ha concluso — dovremmo rafforzare la nostra autonomia strategica come blocco, dalle nostre capacità di difesa al ruolo dell’euro. Passando da un potere soft a uno smart».

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