Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Generali, voglia di cedola

Generali non riconoscerà quest’anno la seconda parte del dividendo di 0,96 euro a valere sul bilancio 2019, pari a 0,46 euro già approvati dall’assemblea, dopo gli 0,50 euro assegnati in aprile. Ma lo farà, vigilanza permettendo, il prossimo anno. Lo ha deciso il cda della compagnia nonostante un Solvency II robusto al 203%, nove punti in più rispetto a giugno.

In aprile il Leone aveva fatto sapere che la decisione sulla seconda parte del dividendo sarebbe stata presa a fronte di una necessaria verifica consiliare. Poi il Comitato europeo per il rischio sistemico, guidato dal presidente della Bce, Christine Lagarde, aveva chiesto lo stop alle cedole di banche e assicurazioni almeno fino a gennaio 2021. Così come anche Eiopa e l’Ivass italiana. L’a.d. Philippe Donnet ha spiegato che l’Ivass non sarebbe intenzionata a estendere la raccomandazione anche al 2021: «Abbiamo una posizione di capitale molto forte e la migliore Solvency del settore, ma sulla cedola dobbiamo rispettare le richieste del regolatore. Confermiamo la dividend policy del piano e pagheremo la cedola cash del 2019 non appena potremo».

Fonti Ivass hanno evidenziato che la raccomandazione di non distribuire dividendi proviene dalle istituzioni europee: «È nell’interesse delle compagnie e della stessa clientela assicurata, in quanto rafforza la solidità del mercato assicurativo in un periodo caratterizzato da recessione e incertezza e non è legato alla situazione di solidità delle singole imprese».

Intanto, nei nove mesi, il risultato operativo di Generali si è attestato a 4,02 miliardi di euro (+2,3% su base annua), oltre il consenso. L’utile netto è sceso del 40% a 1,297 miliardi, battendo comunque le stime. L’utile normalizzato si è attestato a 1,629 miliardi (-13%). I premi lordi sono stati pari a 51,989 miliardi, in lieve crescita (+0,3%) grazie al contributo del segmento Vita. Stabile il ramo Danni.

Per quanto riguarda l’m&a, Donnet ha riferito che «siamo stati molto attivi negli ultimi mesi e abbiamo ancora ingenti risorse finanziarie. La novità è che il Covid creerà nuove opportunità che non c’erano. Continueremo a guardare a piccole e medie acquisizioni per rafforzarci nelle aree che ci interessano, per esempio nell’Est Europa».

Sul versante del deal con Cattolica, l’a.d. di Generali ha assicurato che «l’offerta obbligatoria non è sul tavolo, non consideriamo questa situazione. Stiamo valutando quali opzioni scegliere, ma possiamo fare quello che decidiamo di fare. Non abbiamo nessun impegno di nessun tipo. Abbiamo il 24,4% di Cattolica dopo l’aumento di capitale appena completato e una partnership strategica su vari settori».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La seconda ondata non ha ancora raggiunto il picco, e già nasce la preoccupazione per la terza. «S...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il rating di legalità piace sempre di più alle imprese. È in aumento da anni, infatti, il numero ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La variabile del credito entra nella progettazione dei lavori agevolati. Non solo dal superbonus, ma...

Oggi sulla stampa