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Generali, vertice fiume per il cambio di strategia

Una sorta di «convegno accademico», come l’ha definito qualcuno dei presenti, durante il quale il Group Management Committee delle Generali ha incontrato il consiglio di amministrazione per fornire ai consiglieri una visione globale del business assicurativo. È questo, a grandi linee, il contenuto del vertice allargato tenuto ieri a Milano in vista del prossimo 14 gennaio. Giornata chiave per il futuro del Leone poiché la società presenterà alla comunità finanziaria la strategic review, la road map sulle iniziative di lungo termine, l’approccio sull’allocazione del capitale, la strategia sugli investimenti e la presenza internazionale. Quella tappa, al di là della riunione di ieri, sarà preceduta dal comitato esecutivo in calendario per il 7 dicembre e dal consiglio di amministrazione sul budget del 14 dicembre. Non vi sarà, dunque, un cda dedicato all’analisi delle nuove linee guida complice anche il fatto che, seppure a pezzi, sono già state condivise dal consiglio in precedenti riunioni. Ieri, di fatto, sono stati dunque forniti al board tutti gli strumenti utili a comporre il complesso mosaico della strategic review.
Un piano sul quale l’amministratore delegato, Mario Greco, è al lavoro da tempo e che ha come perno centrale la focalizzazione sul core business e un occhio attento ai mercati emergenti (Asia, America Latina e Paesi dell’Est). Greco, da quando è arrivato, ha spesso ripetuto ai suoi collaboratori la necessità che le Generali tornino a occuparsi di polizze. Il tutto, con l’intenzione di avviare un miglioramento sostenibile dei risultati con un nuovo perimetro del business. Non a caso, a commento dei risultati dei nove mesi, Greco ha dichiarato: «Intendo fornire una visione di insieme delle priorità di ogni linea di business perché sia chiaro quello che vogliamo fare per migliorare i nostri utili e rafforzare il patrimonio». L’allocazione di capitale tra le varie attività è dunque un tema cruciale che si sposa con il piano di dismissioni già avviato. Migdal, è stata la prima e ha fruttato 705 milioni. Restano sul tavolo Bsi e gli asset riassicurativi di Generali negli Usa. Per quanto riguarda Bsi, il file è arrivato sulle scrivanie dei possibili soggetti interessati ma il processo dovrà attendere l’esito dei colloqui fra Italia e Svizzera in materia di concordato fiscale. Quanto al profilo internazionale, allo stato Generali fa il 70 per cento del proprio business in Europa occidentale. L’idea è di riequilibrare la percentuale crescendo nei Paesi Emergenti.
Le indicazioni fin qui emerse sembrano aver ricevuto il gradimento dei soci. Leonardo Del Vecchio, primo azionista privato con il 3%, ieri si è detto soddisfatto «del lavoro fatto finora» e convinto che anche grazie al nuovo piano il gruppo potrà «recuperare le posizioni che merita». Mentre Roberto Meneguzzo, che tramite Palladio è azionista indiretto, ha commentato: «Penso che il dottor Greco stia facendo un ottimo lavoro». Un primo ok è arrivato anche dal mercato: Merrill Lynch ha posto Generali nella «Most preferred list» e JpMorgan ha alzato il prezzo obiettivo da 12,7 a 14 euro.
Sullo sfondo resta il nodo della quota di Banca d’Italia rispetto alla quale una soluzione per evitare il possibile conflitto d’interesse dovrà essere trovata prima della fine dell’anno.

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