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Generali vende Bsi a Btg Pactual

Il 14 gennaio 2013 il ceo delle Generali, Mario Greco, ha presentato alla comunità finanziaria il piano di turnaround della compagnia che prevedeva fino a un massimo di 4 miliardi di euro di cessioni funzionali al raggiungimento di un target di Solvency 1 al 160%. A novembre 2013 Greco, in occasione dell’investor day tenuto a Londra, già proclamava di aver completato il 60% di quel progetto. Ieri ha definitivamente archiviato il programma di consolidamento del capitale. Il consiglio di amministrazione della compagnia, tenuto in prima mattinata e presieduto da Gabriele Galateri di Genola, ha infatti deliberato l’accordo con Btg Pactual per la vendita ai brasiliani del 100% di Bsi. La transazione, che ha avuto come advisor Mediobanca, è stata chiusa a un prezzo di 1,5 miliardi di franchi svizzeri pari, ai cambi di ieri, a 1,24 miliardi di euro. Cifra che verrà versata in parte in contanti, per 1,2 miliardi di franchi svizzeri, e parte sottoforma di strumenti finanziari di Btg Pactual quotati alla Borsa di San Paolo, 300 milioni di franchi svizzeri,.
La somma, sebbene allo stato attuale incorpori una minusvalenza implicita di 100 milioni, porta a 3,7 miliardi di euro i denari raccolti in questo anno e mezzo da Greco ma, soprattutto, permette di agguantare con largo anticipo quello che era l’obiettivo cruciale della compagnia: il rafforzamento patrimoniale. Questa operazione, infatti, consente un miglioramento dell’indice di Solvency 1 di 9 punti percentuali. Ciò significa che il dato pro-forma, sulla base del primo trimestre 2014, sarà superiore al target di Solvency 1 al 2015 di 160 punti base.
Il livello è stato raggiunto grazie alla cessione di Migdal (700 milioni), del 12% di Banca Generali (200 milioni), delle minorities in Messico (600 milioni), del business riassicurativi negli Stati Uniti (700 milioni), del controllo di Fata (200 milioni) e ora di Bsi. Tutti asset ritenuti non strategici e non funzionali a quella che è la nuova direttrice di sviluppo. Non a caso, il ceo delle Generali ha commentato così l’accordo raggiunto con Btg Pactual: «La cessione di Bsi rappresenta un passaggio chiave nel percorso di rilancio delle Generali. Attraverso questa operazione superiamo il target di Solvency 1, ripristinando la solidità del capitale con oltre un anno di anticipo rispetto al nostro piano al 2015».
Ciò che conta di più, poi, è che Bsi esca di fatto dal perimetro della compagnia italiana. Il business non è mai stato ritenuto compatibile con il profilo industriale del Leone di Trieste. Per questo la compagnia è convinta che l’accordo per la valorizzazione possa rappresentare «un fattore positivo per la valutazione del gruppo da parte delle agenzie di rating». Per converso, per Btg Pactual quest’intesa rappresenta invece una componente chiave del proprio piano di espansione. Bsi è la maggior acquisizione del gruppo brasiliano al di fuori dei confini dell’America Latina ed è al contempo un tassello chiave del progetto che punta a un solido sviluppo dell’asset management. Bsi diventerà infatti la piattaforma globale di wealth management di Btg Pactual pur continuando ad operare con il proprio marchio, che vanta 140 anni di esperienza nel private banking e patrimoni in gestione per 100 miliardi di dollari.
Perché l’accordo vada in porto mancano evidentemente i sigilli delle autorità competenti. Inoltre il prezzo potrebbe subire delle variazioni legate ai consueti aggiustamenti nonché all’eventuale onere economico derivante dal tax amnesty programme del Dipartimento di giustizia americano riguardante gli istituti bancari svizzeri. In ogni caso, le Generali si aspettano che l’operazione venga completata entro il primo semestre 2015.

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