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Generali va avanti in Russia

di Sergio Bocconi

MILANO — Le Generali vanno avanti sul progetto Russia. Ieri, al termine di una lunga giornata scandita dalle riunioni del comitato investimenti, esecutivo e consiglio, il group ceo Giovanni Perissinotto ha dichiarato che «il comitato esecutivo ha approvato il business plan» relativo all'alleanza a Mosca con la banca Vtb: «Sarà una joint venture, il nostro obiettivo è avere la maggioranza». Passo che consentirebbe al gruppo triestino di consolidare la società nei propri conti.

È stato l'amministratore delegato con responsabilità per l'estero Sergio Balbinot a presentare il piano industriale all'esecutivo, organo centrale della governance del Leone al quale partecipano il presidente Gabriele Galateri, i due top manager, i tre vicepresidenti Alberto Nagel, Francesco Gaetano Caltagirone e Vincent Bolloré, e i consiglieri Lorenzo Pellicioli (De Agostini) e Angelo Miglietta (Effeti). Nel corso del vertice non ci sarebbero state particolari discussioni e i lavori si sono conclusi dunque con via libera a procedere nel percorso tracciato. «La prossima tappa è sperabilmente finalizzare questo accordo e concluderlo entro la fine dell'anno», ha detto sempre Perissinotto ieri in serata al termine delle riunioni. Il capoazienda del Leone ha poi spiegato che nel comitato esecutivo «si è parlato anche di Messico». Si tratta del primo mercato del Leone in America Latina. Qui Generali intende vendere al socio Banorte la propria quota nel fondo pensione Afore Banorte Generali, per concentrarsi sullo sviluppo dell'attività assicurativa nei rami vita e danni sempre in partnership con lo stesso Banorte.

Per quanto riguarda la Russia, l'alleanza con la Vtb, della quale le Generali hanno rilevato poco meno dell'1% in fase di privatizzazione, avrà luogo attraverso Generali-Ppf, la società comune con l'alleato ceco Petr Kellner. L'accordo industriale si profila come una partnership per la distribuzione multicanale, attraverso gli sportelli della banca di Mosca ma anche con una rete di agenti, internet e promotori finanziari, di prodotti vita e danni studiati ad hoc per il mercato russo. Mercato che si profila promettente, anche se non esente da rischi. La raccolta premi è contenuta nel ramo vita: si è attestata a 600 milioni di dollari nel 2009 e a 900 nel 2010, rispetto a premi complessivi nel Paese per 42 miliardi. Nel corso del consiglio i vertici della compagnia hanno dato un aggiornamento della situazione generale dei mercati. Ai cronisti Perissinotto ha rinviato alle «evidenze delle prossime settimane» per capire meglio quali saranno gli effetti della crisi. «Il nostro business industriale, assicurativo, ci sta dando grandi soddisfazioni», ha comunque sottolineato. Sulla crisi, in particolare in Italia, Galateri ha auspicato «interventi rigorosi» e «più credibilità generale per il Paese e le istituzioni. Bisogna far seguire i fatti alle parole, avere un comportamento serio e convincente».

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