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Generali, utili a 1,7 miliardi Verso un aumento della cedola

MILANO «Siamo fiduciosi di poter terminare il 2015 con un utile netto significativamente superiore a quello del 2014, anche per effetto del buon contributo che ci attendiamo dall’ultimo trimestre dell’anno». Lo ha detto ieri il direttore finanziario di Generali, Alberto Minali, illustrando i risultati dei primi nove mesi del gruppo assicurativo. E ha confermato l’intenzione di aumentare il dividendo.
Nei primi nove mesi l’utile netto della compagnia è stato di 1,7 miliardi, in aumento dell’8,7% e «superiore al livello di fine 2014». La raccolta premi è salita del 5,1% a 54 miliardi, spinta in particolare dal segmento vita (cresciuto del 7%) e nel dettaglio dallo sviluppo dei contratti unit-linked, aumentati del 16,1% con un boom in Italia del 62%. «Nel vita», ha spiegato Minali, «abbiamo proseguito il forte sviluppo dei prodotti linked e di quelli puro rischio e malattia, con una raccolta netta superiore a 11 miliardi, che avrà impatti attesi molto positivi sulla redditività dei prossimi anni».
Il risultato operativo è in crescita del 4,7% e la posizione di capitale vede un economic solvency al 196%, in aumento di 10 punti su fine 2014 e di poco inferiore al 200% di fine giugno. Risultati in crescita dunque nonostante nel terzo trimestre il gruppo abbia registrato un calo degli utili del 18% in ragione, è stato spiegato, di componenti cicliche «stagionali» e di impairment . Pesa il «dieselgate»: tra le svalutazioni per 148 milioni, 15 riguardano Volkswagen. Probabilmente il mercato si attendeva un risultato di periodo più alto (nonostante si piazzi fra i migliori degli ultimi sei anni) perciò il titolo ne ha risentito cedendo l’1,15%. Con la crescita prevista degli utili a fine anno «ci sarà» «spazio per aumentare la remunerazione per i nostri azionisti», ha sottolineato Minali in conference call. Il direttore finanziario ha confermato l’impegno a pagare in quattro anni dividendi cumulati sopra i 5 miliardi, e «ciò significa che sicuramente la cedola del prossimo anno dovrà aumentare».
Generali «non ha in animo di fare in questo momento acquisizioni», ha detto ancora Minali ricordando che quella recente fatta su MyDrive è stata «molto specifica e selettiva, per poter dare al gruppo un insieme di competenze». Però Banca Generali ha «un ruolo nel consolidamento del settore, prima di tutto per l’alta qualità del management team e in seconda battuta perché la «macchina» e perfettamente «oliata» e può integrare velocemente le reti e i promotori che acquisisce». Sul fatto poi che Generali non sia più inserita dal Financial Stability Board nell’elenco delle istituzioni finanziarie sistemiche, il top manager ha sottolineato che ciò rappresenta «una presa d’atto della realtà di un gruppo che diventa unicamente una realtà assicurativa», facendo riferimento anche alla cessione di Banca Bsi. «Significa ancora una volta che tutto il lavoro fatto nel nostro business, nell’attività assicurativa, trova per noi una conferma».

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