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Generali, sul tavolo la vendita di Bsi

Il mercato ha promosso i nuovi obiettivi presentati dalle Generali all’Investor day tenuto a Londra mercoledì 27 novembre. Il titolo del Leone, dopo i guadagni della vigilia, è salito dello 0,65% a 16,95 euro e alcuni analisti hanno rivisto in positivo i propri giudizi: Kepler Chevreux ha portato il target a 20 euro dai precedenti 18 euro, JP Morgan a 21 euro e Ubs ha invece allineato il prezzo obiettivo alle quotazioni attuali (16,5 euro).
Dopo l’ok al piano, però, il faro di Piazza Affari e degli investitori internazionali è già puntato sulle attese per il raggiungimento di quei target. In primis, quello chiave che prevede 4 miliardi di dismissioni entro il 2015. L’amministratore delegato, Mario Greco, dopo aver fatto notare che già il 60% di quella somma è nelle casse del Leone ha quindi sottolineato che quell’obiettivo sarà centrato. In quest’ottica, evidentemente, la valorizzazione di Bsi potrebbe rappresentare un tassello chiave. Quello, cioè, che porterebbe le Generali davvero a un passo dal centrare quel target. Finora, però, la vendita dell’asset si è rivelata piuttosto complicata. Tuttavia, recentemente, alcune novità potrebbero aver rimesso la partita sul giusto binario. Innanzitutto, a quanto si apprende, sarebbero state accantonate ipotesi diverse dalla cessione dell’asset. Ossia sarebbe stata archiviata sia l’idea di una potenziale Ipo che quella di un’integrazione con un’altra realtà. Sul tavolo dunque ora ci sarebbe solo la vendita. Il cfo della compagnia, Alberto Minali, sempre nel corso dell’Investor day, ha spiegato che «la procedura prosegue» e che ci sono diversi soggetti interessati a Bsi. A quanto appreso, però, rispetto alle proposte concorrenti, quella messa sul tavolo dal Banco Espirito Santo sarebbe un passo avanti alle altre. Tanto che si starebbe lavorando per trovare un punto di incontro sul prezzo. La banca portoghese si sarebbe detta pronta a rilevare l’asset a un prezzo vicino agli 1,3 miliardi di euro. Quella somma, tuttavia, non sarebbe ritenuta una valorizzazione sufficiente dalla compagnia di Trieste che punterebbe a incassare attorno a 1,6 miliardi. In virtù di questo, si starebbe cercando di individuare un’intesa a metà strada tra domanda e offerta, seppure a un valore più vicino alla parte bassa del range.
Si vedrà se nelle prossime settimane sarà possibile trovare la quadra. Di certo, la cessione di Bsi, oltre a spingere le Generali a un passo dal raggiungimento del target di 4 miliardi di cessioni, consentirebbe al Leone di rafforzarsi sensibilmente dal punto di vista patrimoniale. Minali a inizio novembre aveva infatti commentato: «Bsi non è strategica e la sua vendita rientra nel processo di generazione del capitale. Bsi è un buon asset che vogliamo vendere al prezzo giusto e la vendita è uno strumento utile per arrivare all’obiettivo di un solvency ratio del 160%». Target assai importante per la compagnia assicurativa considerato che, raggiunta quella soglia, il tema della patrimonializzazione e del capitale potrebbe essere definitivamente accantonato. Greco, sempre nel corso dell’Investor day, si è spinto a dire che già a novembre del prossimo anno confida di poter presentare alla comunità finanziaria un progetto esclusivamente concentrato sulla crescita del business e sulla remunerazione dei soci.
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