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Generali, su Rcs e Telecom decide Perissinotto

di Sergio Bocconi

MILANO— Sei ore di consiglio ieri per le Generali a Roma. L’esame dei conti preliminari 2010, chiusi con una crescita del 3,8%dei premi che hanno superato quota 73 miliardi, non è stato l’argomento centrale del lungo e acceso dibattito, che invece si è sviluppato sui temi di governance. Con due determinazioni finali, espresse nel comunicato: ogni decisione su gestione e investimenti deve ispirarsi esclusivamente al criterio della creazione di valore per tutti gli azionisti; nessuna partecipazione (che non sia industriale) è strategica e la gestione spetta all’amministratore delegato: sarà quindi il group Ceo Giovanni Perissinotto a decidere anche in relazione alle quote vincolate in patti di sindacato, come quelle in Rcs, Telco-Telecom, Mediobanca e Pirelli. Poche le dichiarazioni: all’ingresso il vicepresidente Vincent Bolloré si è detto fiducioso: «Non ci saranno problemi per trovare un'intesa comune alla fine della giornata» . E al termine Diego Della Valle, che nell’ultimo board aveva chiesto che il Leone uscisse da Rcs MediaGroup, ha definito la riunione di ieri «veramente eccellente» . Chi ha partecipato al board descrive in estrema sintesi il clima distinto in due tempi. All’inizio i toni sono stati ancora accesi, con un nuovo confronto diretto fra Della Valle e il presidente Cesare Geronzi. Con il procedere del dibattito, nel corso del quale sono stati sollevati diversi temi, come gli investimenti (in particolare l’ultimo in Russia nella banca Vtb), la recente intervista di Geronzi al Financial Times, la comunicazione, le partecipazioni, la redditività è progressivamente prevalsa la volontà comune di riportare toni e argomenti su terreni più attinenti a quelli della più grande compagnia italiana. Diversi soci, tra i quali quelli industriali e Mediobanca, hanno condiviso tale posizione e dunque mediato, Piazzetta Cuccia insistendo in particolare perché le priorità tornassero al corretto funzionamento della governance e a temi industriali con stile adeguato allo standing internazionale del Leone. Sforzi condivisi che hanno contribuito al ritorno a un clima disteso e di concordia, sancito dalla «classica» stretta di mano fra Geronzi e Della Valle descritta dalle agenzie. E sono proprio relative a gestione e governance le linee guida definite ieri nel comunicato finale. Il richiamo alla «creazione di valore» come «unico criterio guida delle decisioni del management» riporta ai temi di redditività ed efficienza e sembra voler implicitamente sottolineare la difficile compatibilità per la compagnia di un ruolo come quello di «sistema» più volte evocato dal presidente. Sulle partecipazioni, tema sollevato da Della Valle con riferimento a Rcs Mediagroup, la scelta è stata di definire con più chiarezza la «natura» delle quote e l’attribuzione delle responsabilità. Così, mentre in precedenza le partecipazioni legate a patti di sindacato erano strategiche e peculiarmente affidate per la gestione al comitato esecutivo presieduto da Geronzi o al board, d’ora in poi, come tutti gli investimenti a copertura di riserve (che poi rappresentano almeno il 90%del totale), verranno gestite dal group Ceo Perissinotto. Non è stato invece affrontato il tema della rappresentanza nei patti di sindacato, affidata da un consiglio nello scorso anno a Geronzi per quanto riguarda Rcs, Pirelli e Mediobanca. Probabilmente si deciderà a scadenza ed eventuale rinnovo degli accordi parasociali. Nel comunicato infine il consiglio fa riferimento alle dimissioni di Leonardo Del Vecchio, ringraziandolo e sottolineando che «non condizionano negativamente» l’attuale governance. Per la sua sostituzione si potrà ricorrere a una cooptazione in un prossimo board o rimandare all’assemblea di fine aprile, attingendo alla lista di maggioranza alla quale apparteneva l’imprenditore di Luxottica.

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