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Generali sotto il 2% di Intesa Sanpaolo

Generali avvia la dismissione della partecipazione in Intesa Sanpaolo. Secondo quanto emerge dalle comunicazioni Consob le Generali sono scese sotto la soglia del 2% della banca milanese. Nel dettaglio la compagnia triestina è passata all’1,869% dal 2,61% che deteneva al 31 dicembre 2013. L’operazione risale al 17 giugno scorso e avrebbe fruttato circa 270 milioni al Leone di Trieste.
La riduzione della partecipazione in Intesa Sanpaolo non giunge comunque a sorpresa. Già nell’aprile del 2013 era emersa la discesa dal 3,15% di Intesa al 2,7%. Senza contare che in più occasioni il group ceo di Generali, Mario Greco, ha ribadito che il gruppo assicurativo non ha più quote strategiche in portafoglio. La scelta di ridimensionare così il peso nella banca guidata da Carlo Messina rientra dunque in una strategia di gestione attiva degli asset e in quest’ottica le Generali sono scese, ad esempio, anche sotto il 2% di Mediobanca a dicembre scorso. Dal canto suo Intesa Sanpaolo già da diversi mesi è uscita dal capitale delle Generali. Il disimpegno risale allo scorso novembre quando Ca’ de Sass ha collocato l’1,3% del Leone, ha messo cioè sul mercato tutte le azioni detenute nella compagnia assicurativa, dopo che in precedenza aveva già valorizzato uno 0,4%, chiudendo così un rapporto “azionario” che durava da tempo. Una operazione che ha permesso di incassare 347,8 milioni.
Prosegue, dunque, lo scioglimento di incroci azionari e patti di sindacato che hanno storicamente caratterizzato gli assetti di piazza Affari. Così come va avanti, a passo spedito, il piano di dismissioni messo in cantiere da Mario Greco, amministratore delegato delle Generali. In proposito, al di là della cessione della quota in Intesa Sanpaolo, l’attenzione del mercato è rivolta sulla vendita di Bsi. Generali e Btg Pactual, come anticipato dal Sole24 Ore dello scorso 18 giugno, avrebbero infatti raggiunto un accordo di massima per la cessione della banca svizzera. Le parti avrebbero di fatto trovato un’intesa su i punti chiave dell’operazione. Ora, però, perché la vendita dell’asset venga completata mancherebbe ancora un sigillo fondamentale, un passaggio autorizzativo cruciale: quello del regolatore svizzero. Il prezzo della transazione, allo stato, sarebbe ancora coperto dal più stretto riserbo. Tuttavia, rumor di mercato indicano come plausibile una forchetta compresa tra gli 1,4 e gli 1,6 miliardi. Generali, considerando tutte le cessioni portate a termine, ha fino ad oggi raccolto poco meno di 2,6 miliardi di euro. All’obiettivo, ossia i 4 miliardi di cessioni messe a piano, mancano ancora poco più 1,4 miliardi di euro. Cifra che, tra la vendita dei titoli Intesa Sanpaolo e quella più importante di Bsi, sarebbe ormai centrata.

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