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Generali, soci al lavoro sulla governance

Le dimissioni di Vincent Bolloré dal consiglio di amministrazione delle Generali, con il relativo addio alla carica di vice presidente del Leone, non sono giunte del tutto inaspettate sul tavolo del board di Trieste. E questo non certo perché fossero mutati i rapporti tra il vertice della compagnia e il finanziere francese. Anzi, il clima che si era instaurato tra la prima linea e Bolloré era particolarmente positivo. A fare la differenza e quindi a spingere il manager a lasciare una carica a lungo occupata sono stati da un lato la crescente mole di impegni connessi al ruolo di primo piano che il manager occupa in Vivendi e la normativa francese che pone un limite al cumulo delle cariche. Nelle ridefinizione della sue priorità Bolloré ha così deciso di sacrificare la poltrona su cui sedeva alle Generali. Ciò non certo perché è cambiata la strategia di investimento del finanziere, che anzi ha confermato il proprio impegno nel capitale delle Generali ed è pronto a rilanciare anche sulla presenza in Mediobanca.
L’esito, in ogni caso, è che l’uscita di Bollorè dal board libera una casella nel consiglio del Leone. Casella che, a norma del codice civile, dovrà essere “tempestivamente” occupata. Si apre dunque la caccia al successore. Quest’ultimo dovrebbe essere emanazione del principale azionista delle Generali, ossia Mediobanca. Bolloré era infatti espressione diretta di Piazzetta Cuccia nel listone presentato dall’istituto per il rinnovo delle cariche della compagnia in occasione della passata assemblea. Non si può escludere, peraltro, che l’uomo destinato ad entrare nel cda delle Generali possa essere una figura vicina a Bolloré o comunque riconducibile al manager francese candidato tra l’altro, una volta ricevuto il via libera dell’assemblea del patto Mediobanca, a salire fino all’8% dell’istituto. L’indicazione del nome, tendenzialmente, dovrebbe dunque maturare a valle di un accordo tra i soci del patto che governa Piazzetta Cuccia, soprattutto in virtù del recente ribilanciamento degli equilibri interni al sindacato. Allo stato non risulta ancora convocato alcun appuntamento ufficiale, ma si ipotizza che nell’arco delle prossime settimane si possa già trovare una quadra. A seconda del profilo che emergerà e attorno al quale si formerà il consenso si deciderà se consegnare al successore la carica di vice presidente oppure se mantenere un unico vice presidente, ossia Francesco Gaetano Caltagirone, sempre che non si scelga di dare la carica di vice presidente a uno dei consiglieri già presenti nel board. In ogni caso, la decisione dovrà essere formalizzata dal consiglio di amministrazione delle Generali che dovrà cooptare il sostituto di Bolloré per poi confermarne la carica in sede assembleare.
In merito al profilo, come detto, potrebbe essere una figura vicina a Bolloré. Al vertice delle Generali siede peraltro un manager già conosciuto dal finanziare bretone, ossia Philippe Donnet che, come noto, tiene le redini di Generali Italia. Donnet siede con Bolloré nel supervisory board di Vivendi. C’è chi non esclude, infine, che l’uscita di Bolloré possa essere anche l’occasione per definire un nuovo equilibrio tra i soci del Leone.

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