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Generali, sì unanime ai conti Donnet lavora al nuovo piano

Soci compatti, almeno quelli presenti in assemblea, nel votare bilancio, dividendi, remunerazione e piano di incentivi ai manager di Generali.

Dopo lo strappo di Francesco Gaetano Caltagirone – che ha deciso di non depositare all’assise il proprio pacchetto di azioni, pari al 5,63%, in aperta polemica con la “gestione” della compagnia riguardo a temi chiave come la strategia e la governance dell’azienda – l’assemblea del Leone ha parzialmente risposto dando un segnale di apprezzamento del lavoro fin qui svolto. I conti, presente il 51,52% del capitale (di fatto rispetto all’anno precedente mancavano solo le azioni di Caltagirone), hanno ricevuto il via libera del 99,85% degli azionisti “in sala”, i dividendi il 98,72% mentre la remunerazione il 95,3% e gli incentivi alle prime linee oltre il 98%. Il tutto, dunque, con il sì anche dei due soci privati: la Edizione della famiglia Benetton (3,97%) e la Delfin di Leonardo Del Vecchio (4,82%).

La voce “remunerazione” alla riunione dei soci del 2020 aveva incassato appena il 68,7% dei favorevoli. Un sostanziale balzo in avanti, dettato anche dal lavoro svolto dalla presidente del comitato per le nomine e la remunerazione, Diva Moriani, che nel corso dell’ultimo anno ha incontrato in più occasioni i proxy advisor e ha avviato alcune sostanziali modifiche sulla politica 2021, tra le quali per esempio la revisione in senso significativamente più restrittivo delle previsioni legate ai trattamenti economici in caso di risoluzione consensuale del contratto. Processo che pare dunque aver ottenuto il placet del mercato.

Così come i conti, definiti «record» dal ceo Philippe Donnet, almeno in termini di risultato operativo (5,2 miliardi) e di generazione di capitale (4 miliardi). Abbastanza robusti da poter garantire due cose: il raggiungimento degli obiettivi al 2021 e fondamenta solide per il nuovo business plan. Progetto al quale, ha assicurato ieri Donnet, il Leone «sta già lavorando». Il cantiere in proposito è aperto, come ha voluto rimarcare il ceo, quasi in risposta alla ridda di voci riguardo le prospettive di continuità del management (in scadenza l’anno prossimo) scatenate dalla decisione di Caltagirone di non partecipare all’assise, anche se si è collegato al cda tenutosi subito dopo.

A maggio, secondo fonti finanziarie, sarebbe prevista una riunione di Donnet con tutti gli amministratori delegati del gruppo proprio per condividere le prime idee strategiche sul nuovo piano, che sarà in continuità con quello che si sta per completare e avrà come obiettivo – dal punto di vista strategico – la definizione di target ambiziosi di crescita e il rafforzamento della capacità del gruppo di generare valore e risultati sostenibili nel tempo.

Un passaggio è stato poi dedicato anche alla delicata questione delle operazioni straordinarie, finite comunque all’attenzione dei soci privati e di una parte del board, che negli ultimi mesi ha fatto sentire la propria voce rispetto alla partnership con Cattolica, all’opzione di crescere in Russia e all’offerta per gli asset di Axa in Malesia. Ancora una volta, quasi a voler commentare tutto ciò, il ceo ha sottolineato: «Per quanto riguarda la crescita profittevole, abbiamo rinforzato la nostra leadership in Europa acquisendo le attività di Axa in Grecia e completando in soli nove mesi l’integrazione di Seguradoras Unidas e AdvanceCare in Portogallo. Questi esempi testimoniano la nostra capacità di perseguire una crescita anche per linee esterne, in modo disciplinato e coerente con la nostra strategia di M&A».

In virtù di tutto questo il manager ha confermato che la compagnia è «convinta del raggiungimento di tutti gli obiettivi di piano». Per questo è stato anche deciso di mettere in pagamento una cedola da 1,47 euro complessivi: 1,01 come prima tranche (valore record nella storia del gruppo e in aumento del 5% rispetto all’anno precedente) e 0,46 euro come seconda a valere su quanto non distribuito nel passato esercizio.

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