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Generali, scontro su Donnet il mercato sarà l’ago della bilancia

Si scalda il clima in attesa del cda di Generali del 27 settembre che dovrà decidere quale governance dare al leader delle assicurazioni tricolori. Intanto oggi si terrà un comitato di 12 su 13 membri, dove la lista del management dovrebbe essere votata a maggioranza. Ieri l’ad di Generali Philippe Donnet è stato premiato da Institutional Investor come il secondo miglior ceo di settore dopo Oliver Baete di Allianz, mentre il cfo del Leone, Cristiano Borean, e il capo dell’investor relations, Giulia Raffo, si sono classificati al primo posto nelle rispettive categorie. Nei cinque anni e mezzo della gestione di Donnet le Generali hanno garantito agli azionisti un ritorno dell’86% (+35,6% la performance del titolo e il resto grazie alle ricche cedole distribuite). Nello stesso periodo, tra i big europei, solo la Zurich di Mario Greco ha fatto meglio (+162% tra guadagni e dividendi), mentre resta dietro Allianz (80,8%) ed è distanziata Axa (+50,4%). Ma i dati si prestano a diverse interpretazioni: «Durante la gestione Donnet Generali ha fatto meglio dell’indice assicurativo, ma è difficile distinguere quanto il merito sia attribuibile all’operato del management, rispetto al restringimento dello spread del Btp», osserva Gianluca Codagnone, managing director di Bestinver. «Negli ultimi vent’anni il management di Generali ha adottato una gestione con un rischio rendimento basso che nel lungo periodo non è premiante, di qui l’allungo delle principali rivali europee in termini di capitalizzazione».Le acquisizioni fatte nel corso degli anni da Generali, da Ina, Toro e Alleanza per finire con Cattolica – la cui offerta è in corso – hanno consolidato la sua leadership nazionale. «Altri manager prima di Donnet sono stati cambiati notte tempo a prescindere dai buoni risultati ottenuti – spiega un gestore di un importante fondo estero – il problema non sta negli ad che si sono avvicendati, quanto nell’azionariato e nell’influenza che alcuni soci hanno sempre avuto sulla gestione del Leone».Intanto oggi si riunisce il comitato dei consiglieri non esecutivi della compagnia, che consta di 12 amministratori su 13 dato che l’unico ad avere deleghe esecutive è proprio Donnet. Si tratta del primo confronto, in attesa che il comitato nomine inserisca il nome dell’ad nella lista dei papabili per il rinnovo del consiglio, che scadrà in primavera. Toccherà poi al cda del 27 dare il via libera alla prima lista del consiglio di Trieste, con Donnet come candidato ad. Mediobanca, primo azionista con il 12,9% del capitale è a supporto di Donnet e di questo tipo di governance, che a suo dire è la migliore per garantire l’indipendenza di Generali. Leonardo Del Vecchio (socio al 5% di Generali e al 19% di Mediobanca) insieme a Francesco Gaetano Caltagirone (6% di Trieste e 2,8% con opzioni per salire al 5% di Piazzetta Cuccia) hanno stipulato un patto di consultazione sull’11% della compagnia, perché ritengono necessario un cambio di management per far fare al Leone un salto dimensionale. Questo patto è aperto ad altri soci (in teoria anche al 12,9 di Mediobanca) ma esclude il lancio dell’Opa.In proposito ieri gli analisti di Oddo, Exane e Equita difendevano i risultati di Donnet a spada tratta, mentre quelli di Autonomus e Jp Morgan si interrogavano se e come un nuovo management potrebbe creare più valore e con quali acquisizioni. Gli esperti di Kbw, invece, sono certi che Del Vecchio e Caltagirone hanno a cuore il futuro di Generali, ma hanno dubbi su chi possa fare meglio di Donnet. Infine Kepler apprezza la disciplina sull’M&A voluta da Donnet, anche se così ha rallentato la potenziale creazione di valore in termini di utile per azione.In attesa di conoscere la lista e i piani del management selezionato da Del Vecchio e Caltagirone gli analisti paiono propensi a supportare Donnet. I due, tra quote dirette e indirette – via Mediobanca – sarebbero i primi soci, ma in cda hanno dalla loro solo 4 amministratori su 13. In mancanza di un compromesso il confronto si sposterà dal consiglio all’assemblea di Trieste.

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