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Generali sale «a tempo» al 4,49% di Banca Intesa

Generali sale temporaneamente al 4,492% di Intesa Sanpaolo. Stando a quanto è scritto sul sito di Ca’ de Sass la compagnia detiene una partecipazione azionaria pari al 3,04% della banca al quale va aggiunto un altro pacchetto dell’1,0845% relativo al vecchio accordo di prestito titoli firmato il 23 gennaio 2017. Quel giorno la compagnia, spinta dai rumor che ipotizzavano una possibile ascesa dell’istituto nel capitale del Leone, proprio per impedire un’operazione di stake building da parte di Intesa Sanpaolo, aveva sottoscritto, con il supporto di Mediobanca, un accordo di prestito titoli sul 3,01% del capitale. Venerdì scorso il gruppo di Trieste ha però deciso di smontare quella posizione a favore dell’acquisto di una quota diretta in Ca’ de Sass. E da quel giorno sono iniziati i “lavori” per chiudere il contratto. Quello che è ancora in portafoglio, dunque, è un residuo del vecchio accordo che verrà dismesso nei prossimi giorni. Con l’esito che Generali si troverà a detenere circa il 3,4% della banca, pari al 3,01% rilevato recentemente a cui va sommata una piccola quota che il Leone già deteneva. L’azionariato di Ca’ de Sass vede la Compagnia San Paolo primo socio con il 9,34%, la Fondazione Cariplo con il 4,836% e la Fondazione C.R. Padova e Rovigo con il 3,305%. Nel mezzo Generali che sui 510 milioni di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo acquistate venerdì scorso ha effettuato un’operazione in strumenti derivati collateralizzati per coprire totalmente il rischio economico collegato alla transazione. L’idea, evidentemente, è di mantenere un piede nell’azionariato della banca in modo tale da limitare, grazie ai vincoli legati alla normativa sulle partecipazioni incrociate, la possibilità che l’istituto salga nel capitale del Leone. E questo Trieste ha stabilito di farlo secondo modalità differenti, che permettano di consolidare la posizione ma al tempo stesso di avere una gestione più attiva e diretta del dossier. Sul tema di un possibile asse con Intesa Sanpaolo nei giorni scorsi si è anche espresso il presidente di Generali, Gabriele Galateri di Genola, sottolineando che la società non ha «preclusioni» a esaminare una eventuale offerta anche da parte della banca: «Se ci fossero ipotesi di collaborazione industriale, valide e che rispettino anche un po’ le regole del gioco della governance in termini di chiarezza e trasparenza evidentemente le valuteremo».

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