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Generali, sale il dividendo Risultato record: 5,2 miliardi

Generali propone un dividendo di 1,47 euro per azione in due tranche e il group ceo, Philippe Donnet, si dice «molto confidente» sulla sua distribuzione. Il gruppo assicurativo ha presentato i conti 2020, chiusi con un risultato operativo record in crescita a 5,2 miliardi, premi per 70,7 miliardi e un utile netto di 1,74 miliardi in calo del 34,7%, flessione che si riduce al 12,7% a livello normalizzato, escludendo cioè svalutazioni, l’onere del Fondo straordinario internazionale per il Covid e operazioni di rimodulazione del debito.

«Siamo ora entrati nell’ultimo anno del piano strategico al 2021 e siamo ben posizionati per raggiungere tutti gli obiettivi», ha detto il group ceo, «abbiamo definito una nuova struttura organizzativa per assicurare il successo di questo piano e preparare il prossimo ciclo strategico», sul quale i vertici del Leone «stanno già lavorando». Il nuovo business plan sarà presentato tra la fine di quest’anno e gli inizi del 2022.

Il dividendo è suddiviso in due tranche. La prima, di 1,01 euro per azione, riguarda l’esercizio 2020 e verrà posta in pagamento in maggio. La seconda, pari a 0,46 euro, è relativa alla parte della cedola 2019 non distribuita secondo le raccomandazioni regolatorie, e sarà pagabile in ottobre. Donnet è «molto fiducioso» sulla erogazione di tutta la cedola: ha indicato che il gruppo è in «interazione costruttiva» e «in sintonia» con la l’authority Ivass e ha ricordato che la raccomandazione di prudenza nella politica di remunerazione degli azionisti dell’autorità europea Esrb scade il 30 settembre 2021. «In assenza di cambiamenti, quindi verificata l’insussistenza di disposizioni ostative, procederemo a pagare la seconda tranche». Il dividendo è in crescita del 5% rispetto a quello precedente, trend che prosegue da diversi anni: nel 2016 (inizio della guida Donnet) era pari a 80 centesimi ed è aumentato fino a posizionarsi per il 2019 a 96 centesimi per superare quindi 1 euro. Sale anche il solvency ratio: l’indice di forza patrimoniale è a quota 224% con una crescita rispetto al 2016 di 20 punti.

Per eventuali acquisizioni il gruppo ha ancora a disposizione, secondo il piano, oltre 2 miliardi, dopo averne investiti 1,8. «Le acquisizioni non sono un obbligo», ha detto Donnet, «ma un mezzo per implementare le strategie e creare valore». Le pressioni determinate dalla pandemia possono creare nuove opportunità che, ha ribadito il group ceo, per Generali possono essere in ambito assicurativo e di asset management.

Su Cattolica, «l’investimento, che ci ha portato a essere il primo azionista con il 24,4%, prevede un accordo industriale in via di sviluppo che ci sta dando soddisfazione». Di «movimenti» esterni sulla compagnia veronese Donnet ha detto di «non essere al corrente», aggiungendo che il Leone «non ha aperto alcuna discussione con soggetti eventualmente interessati alle azioni proprie di Cattolica».

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