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Generali, richieste record per il bond da 1,25 miliardi

Generali torna sul mercato obbligazionario e fa il tutto esaurito. La compagnia di assicurazioni assente da un anno, ha collocato ieri un titolo subordinato per 1,250 miliardi di euro, raccogliendo ordini per quasi 5 miliardi. Una seduta all’insegna delle emissioni italiane quella di ieri che ha visto una serie di collocamenti di covered bond da Monte dei Paschi a Ubi Banca dopo quello di lunedì di Banca Carige: in due giorni gli istituti italiani hanno emesso sul mercato 2 miliardi di euro facendo la felicità della Bce alla ricerca di titoli per il quantitative easing.
Il Tier 2 di Generali
L’emissione di Generali, la terza compagnia assicuratrice europea, rappresenta il primo bond subordinato di un paese periferico collocato sull’euromercato dallo scorso luglio. Il titolo con scadenza 2047 e con una call al 2027, ha avviato l’operazione con una guidance di 450 punti base sul tasso midswap, ma alla luce dell’elevata richiesta da parte del mercato, le indicazioni iniziali si sono abbassate fino a 435 punti base, strappando un rendimento del 5,528 per cento. Il titolo garantisce una cedola del 5,5 per cento. L’emissione «è finalizzata al rifinanziamento del debito subordinato di gruppo con prima data call nel 2016 per 1,25 miliardi », si legge in un comunicato. Il bond è stato collocato per l’89% ad investitori esteri, di cui il 49% inglesi. Le banche che hanno partecipato al deal sono Banca Imi, Barclays, Citigroup, Mediobanca, MS e Ubs. L’ultima emissione della compagnia di Trieste risale al novembre dello scorso anno quando venne collocato un titolo subordinato Tier 1, quindi più junior rispetto a quest’ultimo, per un miliardo di euro con la call al 10mo anno, prezzato a 350 punti base sul midswap e oggi scambiato a 425 punti base, un ampliamento dello spread quale risultato della volatilità dei mercati degli ultimi mesi. Il titolo era stato collocato prima dell’entrata in vigore lo scorso gennaio di Solvency II, le cui regole verranno implementate il prossimo anno: il deal dello scorso novembre era parte di una operazione di liability management voluta dalla compagnia allo scopo di migliorare i ratios di capitale.
I covered piacciono alla Bce
Pioggia di emissioni di covered bond da parte delle banche italiane che in due giorni hanno collocato 2 miliardi di euro, titoli che piacciono al mercato e non solo alla Bce anche perché vengono esclusi dal computo in caso di bail-in. Si comincia da Mp s che ha emesso un titolo a 6 anni per 750 milioni di euro raccogliendo una domanda per 800 milioni. Il bond che ha una cedola dell’1,25%, è stato prezzato con uno spread di 85 punti base sul midswap pari ad un rendimento dell’1,38%. Tra gli acquirenti del bond le più attive sono state le banche centrali, seguite da fondi e dagli istituti di credito. Le banche che hanno seguito il deal sono state Mps Capital Services, Unicredit, JpMorgan e Rbs. Con una cedola dell’1%, Ubi Banca ha collocato un covered per 750 milioni di euro e scadenza 7 anni: il bond è stato collocato a 36 punti base con ordini sotto il miliardo di euro. Bookrunners Barclays, Commerzbank, Crédit Agricole, Credit Suisse, Natixis e Raiffeisen Bank. Infine il covered di Banca Carige per 500 milioni è stato collocato a 100 pb sul tasso midswap.

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