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Generali raddoppia il profitto

Profitti raddoppiati per Generali, che ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 1,54 miliardi rispetto ai 774 milioni dello stesso periodo del 2020. I premi lordi sono saliti del 5,5% a 38,093 miliardi grazie all’andamento positivo in entrambi i segmenti. La raccolta netta Vita è ammontata a 6,3 miliardi (-8,6%): il calo va ricondotto alle linee risparmio, coerentemente con la strategia di riorientamento del portafoglio di gruppo. In crescita sia la componente puro rischio e malattia (+10,3%) sia quella unit-linked (+0,9%).

Le riserve tecniche Vita sono pari a 393,4 miliardi (+2,3%) e le masse in gestione a 672,4 miliardi (+2,7% rispetto a dicembre). Il Solvency si è posizionato a 231% dal 224% del 2020. Il risultato operativo è migliorato del 10,4% a 2,996 miliardi. La compagnia definisce «eccellente il contributo del segmento Danni, nonostante l’impatto di alcuni sinistri catastrofali significativi in Europa continentale». Il risultato operativo dell’asset management è aumentato del 39,6% a 306 milioni, spinto principalmente dalla crescita dei ricavi operativi, anche grazie all’aumento complessivo delle masse in gestione. I premi del segmento Danni sono ammontati a 12,301 miliardi (+4,9% a termini omogenei). L’incremento è determinato dallo sviluppo sia del comparto auto (+4,7%) sia di quello non auto (+4,9%). È tornata a crescere la raccolta di Europ Assistance (+5,2%), che nel primo semestre 2020 aveva risentito della pandemia.

Il combined ratio è rimasto pressoché stabile a 89,7% principalmente per il maggiore impatto dei sinistri catastrofali che hanno inciso per 2 punti percentuali (1,1 nel primo semestre 2020). In particolare, si sono verificati 218 milioni di sinistri catastrofali (118 mln), tra cui la tempesta in Spagna in gennaio e quelle che hanno colpito l’Europa centrale in giugno. In miglioramento la sinistralità corrente non catastrofale, dovuta essenzialmente al minor impatto dei grandi sinistri man-made. In lieve aumento il contributo delle generazioni precedenti, che si è attestato a -3,3%. L’expense ratio era a 28,5% (+0,6 p.p.), in aumento soprattutto nella componente acquisitiva (+0,9 p.p.), che riflette l’evoluzione osservata nel comparto auto a seguito della crescita della raccolta orientata su coperture a più alte commissioni, in particolare in Italia. Si stima che il coefficiente rideterminato senza l’effetto Covid sarebbe stato pari a 91,2%.

Intanto il consiglio di amministrazione ha deciso l’avvio di attività preparatorie della procedura per la definizione dell’eventuale lista di candidati, da parte del consiglio stesso, in vista del rinnovo del board in scadenza nel 2022. La procedura verrà sottoposta all’esame dell’organo nella riunione del 27 settembre. «Gli eccellenti risultati confermano che siamo pienamente in linea per raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’attuale piano Generali 2021 anche in questo contesto molto sfidante», ha commentato l’amministratore delegato Philippe Donnet. «La crescita significativa realizzata nei primi sei mesi dell’anno rafforza la posizione di Generali come leader europeo grazie alla nostra eccellenza operativa, all’accelerazione della nostra innovazione digitale e alla qualità della nostra rete di distribuzione. Continueremo ad andare avanti focalizzandoci ancora di più sulla nostra ambizione di essere Partner di vita, facendo leva sull’entusiasmo, la passione e l’energia dei nostri 72 mila colleghi e 165 mila agenti presenti in tutto il mondo, e aspettiamo l’Investor day del prossimo 15 dicembre per presentare il nuovo piano». Quanto alle voci di un ricambio al vertice del gruppo, Donnet si è limitato a ribadire di essere «focalizzato sull’esecuzione del piano Generali 2021: non è scontato avere dei risultati così buoni in un contesto così sfidante, perché come squadra siamo tutti focalizzati a fare quello che dobbiamo fino all’ultimo giorno del 2021. Non commento le voci e quello che dice il cda».

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