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Generali raddoppia gli utiliSi apre la partita del board

Il consiglio di Generali ha deciso di avviare i lavori preliminari per l’eventuale presentazione della lista del board in occasione del prossimo appuntamento in calendario il 27 settembre. Lo ha comunicato la compagnia ieri presentando la semestrale, che si è chiusa con il risultato operativo in aumento del 10,4% a 3 miliardi, l’utile netto che passa da 774 milioni a 1,54 miliardi, il Solvency ratio in rafforzamento al 231% rispetto al 224% di fine 2020, e premi in crescita del 5,5% a 38 miliardi.

Il group ceo Philippe Donnet ha sottolineato che i dati «confermano che il gruppo è pienamente in linea per raggiungere tutti i target del piano al 2021. Non era scontato avere risultati così buoni e solidi in un contesto così sfidante. Ciò è stato possibile grazie a un lavoro iniziato cinque anni fa: abbiamo realizzato due piani con successo creando valore per tutti gli azionisti, e anche il prossimo business plan sarà molto ambizioso. Non possiamo dire altro, bisognerà aspettare l’investor day del prossimo 15 dicembre, quando verrà presentato». L’appuntamento, già annunciato, è stato dunque confermato dal top manager.

Nonostante i risultati (e il total shareholder return che dalla svolta di Donnet nel novembre 2016 è stato del 93% per Generali, contro il 62% di Allianz, l’83% di Zurich e il 32% di Axa) il group ceo, e in particolare la sua riconferma, restano al centro di rumors e anche di espressioni di forte dissenso come quella del secondo socio e vicepresidente del Leone, Francesco Gaetano Caltagirone, che con il suo 5,6% non si è presentato all’assemblea di bilancio. «Non commento voci e rumors», ha detto Donnet «né quello che si dice in consiglio. Io resto focalizzato sull’esecuzione del piano al 2021 e a preparare il prossimo. Il cda ha approvato la semestrale esprimendo soddisfazione».

Il top manager non ha aggiunto altro anche in relazione alla decisione del cda di avviare con la riunione di fine in settembre le attività preparatorie della procedura per la definizione della eventuale lista dei candidati da parte del board uscente in vista dell’assemblea di rinnovo della primavera 2022. «Troppo presto per parlarne», ha risposto interpellato su un suo nuovo mandato. Per Generali, che ha introdotto in statuto la facoltà della lista del consiglio l’anno scorso con il favore di tutti i soci, è la prima volta, ma il cammino non si presenta facile. Il board stesso deve approvare con voto a maggioranza l’esercizio di questa opzione, ma non c’è al momento accordo: Caltagirone, contrario al rinnovo di Donnet e quindi a una lista che possa esprimere questa possibilità – probabilmente con altri soci che finora non si sono espressi pubblicamente sul tema come Leonardo Del Vecchio (5%), Benetton (4%), e Crt (1,5%) — ritiene opportuno che la decisione venga presa solo all’unanimità, mentre il primo azionista del Leone, Mediobanca (13%) — con altri soci come De Agostini (1,6%) – è favorevole a esercitare la facoltà prevista in statuto. La decisione andrà comunque presa dal consiglio di amministrazione, anche se non è detto che ciò avverrà già nella prossima riunione.

Sulla distribuzione in ottobre della seconda tranche del dividendo 2019 di 46 centesimi, in precedenza bloccata in linea con le raccomandazioni “covid” delle autorità di vigilanza, Donnet si è detto «fiducioso di poter pagare finalmente anche questa parte della cedola». Così come ha indicato che il cammino dell’Opa lanciata su Cattolica sta procedendo «bene e velocemente».

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