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Generali pulisce i conti e l’utile crolla ma la cedola invariata fa volare il titolo

MILANO — Mario Greco, questa volta, convince il mercato. La presentazione dei conti 2012 di Generali, con tanto di svalutazioni e pulizia di bilancio per 1,7 miliardi, ha prodotto un rialzo del titolo del 9,35% a 13,3 euro. Una promozione netta rispetto a ciò che era successo a gennaio, quando la presentazione delle linee guida del piano industriale avevano prodotto un ribasso del 2,5%. Che cosa è cambiato in così poco tempo? Soprattutto l’andamento della gestione operativa del gruppo, 4,22 miliardi (più 10,5%) nel 2012, un dato migliore sia delle promesse della società sia delle previsioni degli analisti. «Abbiamo intrapreso un viaggio che durerà qualche anno, per arrivare a un Roe del 13% e un utile operativo superiore a 5 miliardi», ha detto Greco nell’incontro con la stampa.
Al mercato è piaciuta anche l’attesa pulizia di bilancio, che elimina i dubbi sulla tenuta e incoraggia gli investitori a puntare sulla compagnia. Nell’ultimo trimestre del 2012 le svalutazioni hanno toccato 1,3 miliardi netti, suddivise in 792 milioni sui titoli disponibili per la vendita, 148 milioni per la quota in Telco, 118 milioni su finanziamenti e crediti e 156 milioni negli altri asset nei fondi di private equity, hedge fund e fondi alternativi. Tutto ciò in seguito alla revisione dei criteri di contabilizzazione, resi più prudenti rispetto alla precedente gestione. Nel fare la pulizia di bilancio Greco è riuscito a non toccare il dividendo, invariato a 20 centesimi, né il solvency ratio (140% dopo la tranche da pagare a Ppf), ma solo l’utile netto sceso a 90 milioni. Il segmento Vita ha visto il risultato operativo crescere del 9,7% mentre nei danni l’aumento è stato del 5,6% e nelle attività finanziarie del 21,7%.
L’operazione trasparenza di Greco si è però fermata davanti alle operazioni con parti correlate. Dopo il rapporto del comitato audit e controllo interno di fine 2012 – in cui si indicavano alcune operazioni in perdita con i soci veneti di Generali – non vi sarà alcun seguito riguardo i rapporti con altri soci, come Mediobanca, De Agostini e Caltagirone. Tuttavia alcune svalutazioni effettuate hanno riguardato anche operazioni che hanno coinvolto i soci forti ma in epoca antecedente il 2010. Dopo questa data in Generali è stato istituito il comitato parti correlate che ha esaminato tutte le operazioni di questo tipo che sono passate al vaglio dei consiglieri indipendenti. «Io devo gestire la società, non posso occuparmi di ricostruzioni storiche», ha detto Greco, che ha poi ribadito la sua “distanza” dai salotti della finanza assicurando mercato e giornalisti che non esistono più partecipazioni strategiche e che la permanenza o meno in Rcs, Telco, Pirelli, Save dipenderà soltanto dalla convenienza o meno per la compagnia dal punto di vista economico.

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