Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Generali è pronta a vendere la quota in Banca Intesa

La prima assemblea Generali dopo lo “scampato pericolo” dell’assalto di Intesa scorre via liscia, con maggioranze bulgare sempre superiori al 98% dei presenti – su tutti i punti all’ordine del giorno, bilancio, politiche di remunerazione e nuovo collegio sindacale compresi. Presente poco più del 52% del capitale, di cui il 24,4% rappresentato da fondi esteri (erano al 19,87% del capitale sociale nell’assemblea del 2016). Nessuna sorpresa da parte del primo azionista della compagnia, Mediobanca, con il 12,98% in assemblea, e di Leonardo Del Vecchio, stabile al 3,16%, mentre come noto è salita la quota del gruppo Caltagirone, al 3,65% (ma con il 3,59% in assemblea). È l’assemblea dell’orgoglio: «Nel 2016 abbiamo avuto il miglior risultato operativo di sempre», ha detto l’ad Philippe Donnet. E degli annunci: «Il Leone di Trieste punterà sull’asset management (i dettagli verranno forniti l’11 maggio, insieme all’approvazione della trimestrale) che diventerà una fonte di profitto sostanziale e sempre più rilevante per la compagnia». Insieme a un impegno: nel corso del 2018 Generali metterà mano ad un nuovo piano orientato alla crescita. La quota del 3% di Intesa invece verrà venduta «quando sarà il momento opportuno», e secondo Donnet potrebbe essere «a breve termine». La quota, costata 1,1 miliardi, è stata comprata per contrastare la scalata di Intesa e ora non è più strategica.Donnet è tornato a ricordare che la compagnia è “italiana, indipendente e internazionale”, anche se uscirà dai mercati minori (con un incasso previsto di un miliardo). L’inizio d’anno, nonostante il contesto difficile, è stato positivo, mentre il 2016 ha garantito la distribuzione di un dividendo in crescita dell’11%. «La fase della ristrutturazione finanziaria è completata – ha aggiunto – ora Generali è a metà strada della sua trasformazione industriale. Il potenziale della compagnia non è riflesso nel prezzo di Borsa» anche se da novembre, il titolo è cresciuto del 30%. Volta pagina anche Intesa con l’ad Carlo Messina che promette un nuovo piano tra febbraio e marzo 2018: «Durerà tre o quattro anni e uno dei suoi punti forti sarà sicuramente la politica dei dividendi».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Siamo certamente partiti con il piede giusto». Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«L’intervento del Pnrr si colloca nel solco degli sfidanti obiettivi definiti in sede europea e n...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Squadre di lavoro ad hoc per asili e i nuovi “ospedali di comunità”. Si avvia la fase operativa...

Oggi sulla stampa