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Generali, profitti record a 682 milioni

In attesa del piano industriale che sarà presentato il 27 maggio, le Assicurazioni Generali chiudono il primo trimestre del 2015 con utili oltre le attese degli analisti. Il gruppo triestino guidato dall’amministratore delegato Mario Greco ha realizzato profitti pari a 682 milioni, superiori sia ai 660 dello stesso periodo del 2014, sia alle attese degli analisti interpellati da Bloomberg , che si aspettavano 646 milioni. Ieri a Piazza Affari leazioni hanno guadagnato il 3,8% tornando appena sopra i 18 euro. «Chiudiamo il primo trimestre – ha commentato il direttore finanziario Alberto Minali – con risultati particolarmente significativi in tutti i segmenti del nostro business. Abbiamo migliorato la qualità della nostra offerta e ristrutturato il portafoglio del gruppo, contribuendo a focalizzare il business di Generali sulle attività core. È su questa solida base che ci apprestiamo a presentare le future linee strategiche di Generali il prossimo 27 maggio». Il piano industriale, ha anticipato Minali, «sarà interessante e ambizioso. Daremo nuovi obiettivi e indicazioni molto chiare su come saranno le Generali nei prossimi tre anni».
Minali ha aggiunto che in occasione della presentazione del piano le Generali alzeranno il velo sul proprio modello per recepire le nuove regole su patrimonio e solvibilità delle assicurazioni imposte dalla normativa di Solvency 2. «La nuova metrica di Solvency 2rappresenta un salto di discontinuità rispetto al passato », ha dichiarato il direttore finanziario del gruppo del Leone. Nel frattempo, al 31 marzo, l’indicatore di patrimonio Solvency 1è salito al 168% dal 156% di un anno prima, mentre aumenterebbe al 177% tenendo conto degli effetti della cessione della banca svizzera Bsi, che secondo Minali dovrebbe essere completata «nei prossimi mesi». «In questo momento la posizione di capitale di gruppo è più che adeguata », ha aggiunto Minali.
Il direttore finanziario delle Generali ha anche fatto sapere che non è ancora stato deciso cosa fare delle azioni Telecom Italia, pari al 4,32% del capitale, che la compagnia verrà a detenere direttamente dopo la scissione della cassaforte Telco («lo vedremo al momento opportuno»). Minali non ha voluto entrare nel merito nemmeno della possibile introduzione alle Generali delle azioni a voto maggiorato. L’argomento, ha detto, è «gestito dai nostri azionisti a livello di consiglio e lo segue direttamente il presidente», ossia Gabriele Galateri. Quest’ultimo, all’assemblea dei soci del 30 aprile, aveva dichiarato che il tema del voto maggiorato sarebbe stato «analizzato a fondo» per poi essere «deciso dagli azionisti» (molti dei quali lo hanno già valutato positivamente).
Passando agli altri numeri del trimestre delle Generali, i premi lordi complessivi sono saliti da 18,44 a 20,15 miliardi, di cui 13,67 nel segmento “vita” (da 12 miliardi del primo trimestre dell’anno scorso) e 6,48 nel comparto “danni” (da 6,42). Il risultato operativo consolidato è invece cresciuto da 1,25 a 1,33 miliardi, 823 milioni dei quali in arrivo dal “vita” (da 761) e 505 dal “danni” (in discesa da 529, a causa delle tempeste che hanno colpito alcuni Paesi tra cui l’Italia a marzo). Nel trimestre, inoltre, le Generali hanno aumentato da 60,57 a 63,89 miliardi gli investimenti in titoli di Stato italiani. La forte esposizione al Belpaese è uno dei motivi per cui l’agenzia di rating Standard & Poor’s aveva di recente declassato le Generali, subito dopo l’Italia. Ma l’ad Greco ha risolto il “problema” a febbraio, chiedendo a S&P di ritirare la copertura delle obbligazioni.
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