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«Generali premia i soci, ora la svolta»

L’ultimo pacchetto di svalutazioni riduce nel 2014 l’utile di Generali, ma la compagnia aumenta il dividendo. E il numero uno Mario Greco dice: «Abbiamo raggiunto gli obiettivi del piano e completato il turnaround con un anno di anticipo. Grazie agli interventi abbiamo generato 18 miliardi di valore per i nostri azionisti. E il 27 maggio presenteremo la nuova fase della strategia, che aprirà un nuovo capitolo della storia di questo gruppo». 
Il Leone dunque ha chiuso il 2014 con utili per 1,7 miliardi, in calo rispetto al risultato di 1,9 miliardi dell’anno precedente a causa degli effetti derivanti dalla vendita di Bsi (compreso l’accantonamento per la multa Usa) e dall’impairment sulla russa Ingosstrakh che in totale pesano 400 milioni. L’utile adjusted (rettificato) è quindi pari a 2,1 miliardi. Con il bilancio 2014 «abbiamo chiuso con le partite straordinarie ed eccezionali nel nostro utile netto», ha sottolineato Greco, «quindi d’ora in poi ci sarà una minore volatilità dei risultati». Il risultato operativo aumenta dell’11% a 4,5 miliardi, superando i target previsti per il 2015.
E proprio la crescita della redditività ordinaria e operativa consente alla compagnia di aumentare il dividendo del 33% da 45 a 60 centesimi per azione. Ciò significa che il payout (la quota di utile distribuito agli azionisti) sale dal 36,6% al 55,9% con riferimento al risultato di bilancio mentre rispetto ai profitti rettificati passa al 45%. «Vogliamo che il dividendo aumenti progressivamente», ha detto Greco, «e i 60 centesimi di quest’anno ci permetteranno di avere una crescita ragionevole anche l’anno prossimo e in seguito». Il mercato però probabilmente si attendeva una cedola più elevata, anche in relazione a ipotesi circolate di recente, e ciò ha concorso a determinare un calo del titolo del 4,40% a 18,23 euro, dopo che mercoledì la quotazione aveva superato i 19,1 euro ai massimi degli ultimi cinque anni. Un effetto sul titolo può poi averlo avuto il dato comunicato agli analisti relativo all’indice proforma economic Solvency, che ha registrato un calo principalmente a causa dei bassi tassi di interesse dal 184 al 157%. L’indice (che diventerà effettivo dal 2016) è però ancora tutto da «costruire» perché, come è stato sottolineato, sono ancora molte le decisioni che sul tema devono essere prese dai regolatori. Il Solvency 1 è invece salito dal 141% a quota 164% e quindi sopra l’obiettivo del 160% previsto dal piano per il 2015.
La multinazionale del Leone ha poi aumentato i premi del 7,7% a oltre 70 miliardi, grazie anche all’incremento pari al 43% dei contratti vita unit linked. Il l 90% dei premi è raccolto in Europa (compresa quella dell’Est) mentre fuori da quest’area i mercati più importanti sono la Cina e sta crescendo significativamente l’Indonesia. Il quantitative easing della Bce «è una misura incredibilmente potente», ha detto Greco, «l’Europa ha per due anni eccellenti opportunità e l’Italia, con le riforme che si stanno attuando, potrà trarne beneficio più di altri».
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