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“Generali più forti senza aiuti esterni”

«Ci siamo trovati in una situazione con poco capitale disponibile, siamo stati anche messi in difficoltà su tanti mercati – ha detto l’amministratore delegato di Generali Mario Greco commentando i risultati trimestrali – Adesso ne stiamo venendo fuori con le nostre gambe, non abbiamo chiesto aiuto a nessuno, né agli azionisti né ad altre istituzioni, ci siamo curati da soli e ci confermiamo una società forte, con risultati in crescita ». I numeri dicono che l’utile netto del primo trimestre 2014 è stato fissato a 660 milioni, in crescita del 9,4% sullo stesso periodo del 2013. Ma soprattutto sembra vicino il traguardo della vendita della Bsi (Banca della Svizzera Italiana) per la quale è stata stabilita una trattativa in esclusiva con il fondo brasiliano Btg Pactual. Il prezzo dell’eventuale vendita non è stato comunicato; ma se la due diligence non presenterà sorprese il piano dismissioni subirà una decisa accelerata. E la cessione di Bsi «compenserà o più che compenserà», ha detto il cfo di Generali Alberto Minali, l’assorbimento di capitale derivante dall’acquisto della residua quota in Gph, la holding assicurativa del centro est Europa ancora posseduta dalla Ppf del finanziere Petr Kellner.

Non dovrebbe invece essere in rampa di lancio un altro collocamento di Banca Generali, di cui il Leone di Trieste detiene il 52%, il piano B rispetto alla vendita di Bsi. «L’aggettivo strategico da quando è arrivato Greco non lo usiamo più – ha detto Minali agli analisti in conference call – Detto questo, vogliamo
mantenere il controllo della banca poiché è un buon canale distributivo». Soprattutto per quanto riguarda i prodotti unit linked , che attraverso Banca Generali sono stati collocati per 340 milioni nei primi mesi dell’anno. Un dato confermato dal buon andamento del ramo Vita di Generali in Italia con un aumento della raccolta premi del 27% a 3,75 miliardi nei primi tre mesi dell’anno, grazie alla vendita di polizze risparmio e linked. Meno bene l’andamento tendenziale del ramo Danni, nel quale Generali ha registrato un calo dei premi del 4% a 1.464 miliardi, soprattutto a causa delle difficoltà nel settore auto che presenta una concorrenzialità maggiore rispetto al passato.
A livello di governance è da segnalare l’autosospensione dal consiglio di Paolo Scaroni in conseguenza della sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Rovigo per violazioni ambientali alla centrale di Porto Tolle dell’Enel. Scaroni, che è stato ad dell’Enel dal 2002 al 2005, si è dichiarato «totalmente estraneo ai fatti contestati» e impugnerà la sentenza, ma intanto Generali sarà costretta a convocare un’assemblea su questo tema per decidere se reintegrare o meno Scaroni nel cda.
Per quanto riguarda poi la causa di lavoro intentata da Generali contro gli ex manager Giovanni Perissinotto e Raffaele Agrusti, è attesa per fine maggio la prima udienza e da lì si capiranno meglio i tempi per arrivare a una conclusione. Agrusti, tra l’altro, è stato sentito dai magistrati di Trieste in merito all’inchiesta avviata sulle operazioni contestate dalla Consob alla precedente gestione. La svolta rispetto agli anni passati è contrassegnata dalla presentazione dell’Academy proprio a Trieste che dovrà diventare l’hub di Generali per la formazione della classe dirigente del futuro. «Non abbiamo mai pensato di andar via da Trieste – ha ribadito Greco – non si può andare via dalla propria sede, dove c’è la propria storia».
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