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Generali, più dividendi ai soci

Generali è prossima a raggiungere con «largo anticipo» gli obiettivi 2015, molti dei quali già centrati, e si prepara a distribuire ai suoi azionisti dividendi più ricchi. Completata con successo la campagna cessioni, che ha portato nelle casse della compagnia 3,7 miliardi di euro come promesso, per Trieste si apre così un nuovo corso. Che parte da una modifica migliorativa della politica di remunerazione degli azionisti. Un annuncio che ha avuto una immediata reazione in Borsa: le azioni del gruppo del Leone hanno segnato un progresso del 2,02% in un mercato in deciso ribasso .
I numeri comunicati ieri dalle Generali, del resto, hanno battuto su più piani il consensus del mercato. La compagnia assicurativa guidata da Mario Greco ha annunciato un utile netto semestrale di 1,07 miliardi di euro (-0,5%), dopo la svalutazione della quota nella russa Ingosstrakh per 190 milioni e l’impatto negativo per 113 milioni dalla cessione di Bsi. Senza queste poste il profitto sarebbe in crescita del 12,5%, trainato dal risultato operativo. Quest’ultimo supera i 2,5 miliardi (+9,5%), battendo le stime delle case d’affari, e considerando il terzo trimestre l’indicatore balza del 20,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Nel solo secondo trimestre l’utile flette a 416 milioni rispetto a 478 milioni a causa dell’effetti Bsi. Nuovi prodotti e business mix spingono i premi a quota 35,4 miliardi (+3,4%), trainati dal vita (+5,4% a 24,2 miliardi) mentre nei danni i premi restano in sostanza stabili a 11,2 miliardi sostenuti dalla raccolta in Germania (+2,9%).
Il Leone ha poi raggiunto in anticipo e superato il target del piano al 2015 del Solvency Ratio: a livello patrimoniale il Solvency I raggiunge il 162% (+21 punti base da fine 2013), mentre l’indice pro forma si attesta al 164% considerando la vendita di Bsi a Btg Pactual e l’acquisizione da Ppf del residuo 24% di Gph. Si rafforza così il patrimonio netto a 22,1 miliardi (+11,9% da fine dicembre). Il combined ratio del gruppo nel primo semestre è infine migliorato di 1,8 punti scendendo al 92,8% dal 94,6% un anno prima.
«Questi risultati confermano che Generali è ormai prossima a conseguire in largo anticipo i risultati del piano. Abbiamo già raggiunto i target di Solvency I e Net free surplus e siamo prossimi al nostro target di Roe operativo(13%). Con la recente conclusione del processo di dismissioni di asset non-core abbiamo completato il processo di rafforzamento del capitale e siamo nelle condizioni di rilanciare la crescita del gruppo», ha sottolineato Greco. Ci sarà dunque una revisione degli obiettivi del piano? «La nostra filosofia è che i target non si cambiano mai: o si superano o si mancano». Di certo, però, i risultati finora raggiunti dalla compagnia triestina permettono al gruppo di svincolarsi dal pay-out del 40% che si era prefissato per favorire la patrimonializzazione e di aumentare quindi la politica di dividendo. «Non siamo più vincolati alla politica di dividendo del 40% dell’utile», ha detto Greco. «È troppo presto per aggiornarla ma sarà una politica migliorativa, che premierà gli azionisti più di quanto abbia fatto quella precedente». Greco ha infatti spiegato che la soglia del 40% della politica di remunerazione era legata a doppio filo al target di Solvency I al 160%: «Poi siamo andati più veloci», quanto basta per far sì che i margini di manovra siano ora differenti.
Quanto alle prospettive, infine, Greco non ha dubbi: i risultati dei primi sei mesi sono «di ottimo auspicio per la seconda parte dell’anno». «Siamo molto soddisfatti del primo semestre. Guardiamo con interesse e ottimismo la seconda metà dell’anno e contiamo di arrivare alla fine dell’anno con risultati ugualmente soddisfacenti per i soci e la compagnia», ha detto Greco. Le Generali hanno indicato che «l’evoluzione della raccolta vita è prevista positiva», mentre «l’obiettivo strategico di incrementare il contributo dei rami danni ai risultati del gruppo potrebbe risentire degli effetti competitivi nei mercati di operatività».

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