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Generali, parte da Donnet il confronto sul rinnovo

Il confronto sarà lungo ma le posizioni non paiono più inconciliabili. La governance di Generali è nuovamente sul tavolo e il dibattito lo ha aperto Francesco Gaetano Caltagirone con lo strappo del 29 aprile, quando ha deciso di non depositare le azioni in assemblea. Ma la sua voce non è l’unica fuori dal coro. I toni magari sono pacati, le posizioni meno estreme ma diversi azionisti “privati” delle Generali, con quote più o meno rilevanti, a partire da Leonardo Del Vecchio, concordano che lo schema di governo attuale necessiti di un ripensamento. E Mediobanca, dettaglio non banale, non avrebbe alcuna intenzione di ritirarsi sull’Aventino a difesa dello status quo.

Anzi. Secondo quanto Il Sole ha ricostruito, quello che preme a Piazzetta Cuccia è che, qualsiasi riflessione si voglia fare, non venga condotta nell’ambito “ristretto” dei soci rilevanti ma faccia parte di un percorso da condividere in cda dove tutti gli azionisti, mercato compreso, sono rappresentanti. Insomma che si vada a comporre proprio all’interno del board la nuova lista. Con la convinzione, però, che chi siede oggi sulla poltrona da ceo, Philippe Donnet, in questi anni abbia condotto le Generali in maniera “esemplare”. I numeri sono lì a testimoniarlo: dal 2016 a oggi il total shareholder return è stato del 91%, contro l’82% di Allianz e il 32% di Axa, e lo share price del 56%, superiore al 50% segnato dal Ftse Mib e al 41% di Zurich.

Ma proprio perché un primo traguardo è stato raggiunto, rendere più solida e profittevole la compagnia, ora alcuni soci, Caltagirone in testa, vorrebbero compiere un ulteriore passo in avanti in termini di crescita. E a tal proposito in diversi si chiedono se l’attuale assetto sia funzionale a progetti più ambiziosi. Ecco perché gli scenari potrebbero essere molteplici. Compresa la conferma dell’attuale ceo. Opzione sul tavolo all’interno di un quadro che vedrebbe il manager impegnato a scegliere un direttore generale, tra potenziali candidati interni, e i soci indicare un nuovo presidente, ancora una volta senza deleghe ma con maggiore spinta sul piano delle relazioni internazionali. Allo stesso modo, non si può escludere che Donnet alla fine possa non far parte della futura lista del cda. In questo caso, in ambienti finanziari, già si ipotizzano due possibili candidati a prendere le redini da ceo: Sergio Balbinot e Marco Morelli. Morelli, già al vertice di Bank of America Merrill Lynch in Europa, nonché ad di Mps, è ora executive chairman di Axa Investment Managers (che ha in gestione 869 miliardi di asset in Europa) ed è membro del management committee di Axa. Ruoli, questi ultimi, ai quali il banchiere che sta crescendo nel mondo delle polizze tiene molto ma il suo profilo “internazionale” e anni di esperienza nell’M&A potrebbero essere le carte giuste per questa nuova fase delle Generali, secondo alcuni osservatori. Quanto a Balbinot, ha un lungo percorso nel mondo assicurativo ed è stato tra le prime linee del Leone fino al 2014, salvo poi approdare nel 2015 nel board of management di Allianz, dove peraltro è stato recentemente rinnovato. L’auspicio, da più parti, è che al termine di questo percorso venga espresso un cda che possa governare le Generali senza entrare in conflitto con il management.

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