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«Generali ora è solida, non serve capitale»

«Si conclude un pezzo importante della storia delle Generali e si volta pagina: l’insufficienza di capitale appartiene al passato. Abbiamo raggiunto questo obiettivo in anticipo e siamo vicini anche al target di redditività operativa fissato al 13%. Ci arriveremo prima del 2015». Mario Greco, group ceo del Leone, apre così la presentazione della semestrale, che registra profitti stabili pari a oltre un miliardo dopo la minusvalenza di circa 100 milioni contabilizzata in seguito alla vendita di Bsi, mentre il risultato da attività correnti cresce del 12,5% e l’utile operativo del 9,3% a 2,5 miliardi. Dati che la Borsa ha accolto con un rialzo del 2,02% del titolo a 15,63 euro. 
«Quando sono arrivato due anni fa», dice Greco, il tema era proprio l’insufficienza di capitale e ricorrevano le voci di un aumento. Noi invece abbiamo proceduto con la cessione di asset non core e, arrivati a 3,7 miliardi sui 4 di target di piano, possiamo dire di aver “sistemato” il problema. Abbiamo portato l’indice di Solvency I dal 130% al 162%, il più alto da circa dieci anni, senza danneggiare la redditività, che anzi è aumentata». L’indice pro forma a questo punto è anche più alto, a quota 164%, considerando la vendita di Bsi e l’acquisizione dell’ultima tranche del 25% di Gph, la holding delle attività in Est Europa. L’obiettivo però, pur raggiunto in anticipo, «non si cambia: i target si superano o si mancano. Ma non si cambiano».
A questo punto «Generali è una compagnia diversa, ben capitalizzata e profittevole», capace di «competere pienamente sui mercati». Greco conferma quindi che il gruppo distribuirà dividendi più ricchi. «Non siamo più vincolati alla politica di un payout pari al 40%», indicata nel piano. «È troppo presto per aggiornarla, ma presto avvieremo una politica migliorativa, che premierà di più gli azionisti».
Greco ha quindi sottolineato che ora si sono concluse le «vendite forzate», e che «non è in programma nulla» su Banca Generali: «Dà eccellenti risultati e non abbiamo in progetto né di venderla né di ridurre ulteriormente la partecipazione al di sotto del 52% ». Non sono, per il momento, nemmeno sul tavolo acquisizioni rilevanti. Nella strategia di rafforzamento sui mercati emergenti, è in fase avanzata un’operazione in Malesia. Il consiglio ha dato l’ok a procedere all’acquisizione del 49% di una compagnia (Mpid) del paese asiatico con una call per portare la partecipazione al 70%, cioè al massimo consentito. «A transazione completata saremo fra i primi 10 di quel mercato».
Il rafforzamento su Europa dell’Est e Asia, a partire dalla Cina, è nei programmi con «risorse e investimenti». Generali resta comunque «al 90% una compagnia europea. Il nostro continente è una delle regioni più ricche del mondo. Possiamo continuare a crescere e per fare profitti stiamo imparando a lavorare in una situazione deflattiva, con tassi bassi. Ci vuole innovazione di prodotto».
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