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Generali, nel piano più utili e fino a 5 miliardi di dividendi

In un periodo caratterizzato dalla pandemia globale e dalle sue conseguenze economiche, Generali presenta nell’Investor day l’aggiornamento al piano industriale al 2021 confermando le strategie e dichiarando il proprio pieno impegno nel raggiungimento dei target finanziari. «Siamo solidi e resilienti come dimostrano i dati appena pubblicati ai nove mesi dell’anno. La nostra strategia è efficace e ancora più valida nell’attuale contesto di mercato», ha detto il group ceo Philippe Donnet agli analisti,«il gruppo sta affrontando la più grave crisi mondiale del dopoguerra facendo leva sui propri punti di forza: esecuzione disciplinata della strategia, focus sull’accelerazione tecnica, forte rete distributiva e modello di business diversificato».

Gli obiettivi finanziari per il triennio 2019-2021 restano dunque confermati rispetto al piano originale: aumento degli utili per azione del 6-8% l’anno; dividendi in crescita a 4,5-5 miliardi con un range di dividend pay out del 55-65% (soggetto al contesto regolatorio); rendimento per gli azionisti nel 2019 e 2021 superiore all’11,5% mentre per il 2020 si stima un impatto dal covid e da oneri non ricorrenti; riduzione del debito pari a 1,9 miliardi, target già raggiunto con un anno di anticipo; risparmi per 300 milioni, con 100 milioni aggiuntivi rispetto all’obiettivo iniziale.

Sulla cedola in particolare, dopo che l’autorità di vigilanza ha chiesto di non distribuire i restanti 0,46 euro per azione già previsti, Donnet ha sottolineato che «la seconda tranche del dividendo 2019 appartiene agli azionisti. Continueremo il dialogo attivo con il regolatore per enfatizzare il rafforzamento della nostra posizione di capitale, con l’intento di pagare la cedola al più presto, non appena saremo autorizzati».

Il group ceo ha poi confermato le priorità per la crescita: «Rafforzamento della leadership in Europa e potenziamento nell’asset management». I criteri per eventuali acquisizioni e partnership, anche in un contesto che, seppur complicato, potrebbe portare nuove opportunità, sono definiti «dall’attrattività finanziaria e dalla convenienza strategica». Donnet ha quindi citato i consolidamenti sui mercati sloveno e portoghese, nei quali l’integrazione è stata completata, e l’investimento in Cattolica come partnership strategica. Sul m&a finora «abbiamo investito 1,6 miliardi in acquisizioni piccole e medie. Restano a disposizione 2,5 miliardi per ulteriori operazioni coerenti con le nostre priorità strategiche, ma non abbiamo target specifici sul tavolo». Né sul tavolo ci sono negoziati su Banca Generali. Il gruppo conferma di essere molto soddisfatto del management e dei risultati.

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