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Generali, l’utile supera il miliardo

Generali chiude il miglior semestre degli ultimi cinque anni con un utile netto di 1,08 miliardi di euro (+28,4% sullo stesso periodo del 2012) e con un risultato operativo in crescita del 5,3% a 2,378 miliardi.
«In questi primi sei mesi del 2013 abbiamo registrato un ottimo avvio, con la migliore performance semestrale degli ultimi 5 anni» ha commentato il ceo group, Mario Greco, parlando di «importanti passi avanti nel rafforzamento del nostro capitale e nel miglioramento della nostra performance operativa e finanziaria».
In particolare la raccolta premi è stata di 34,8 miliardi (+1,7% sullo stesso periodo del 2012) con trend positivo sia nel vita (+2,2% a 23,1 miliardi) che nel danni (+0,8% a 12,1 miliardi) e un forte contributo dei prodotti innovativi. In evidenza il risultato operativo del segmento danni (+25% a 909 milioni), con un combined ratio in miglioramento di 2,4 punti al 94,7%, che insieme all’utile operativo del segmento finanziario (in crescita del 28,6% a 272 milioni) hanno più che compensato la flessione nel vita con il risultato operativo risultato in calo del 7% a 1,48 miliardi. A livello patrimoniale l’indice di Solvency I al 30 giugno era al 139% dal 130% di un anno prima. A metà luglio l’indicatore è migliorato ulteriormente di 3 punti base, al 142%, senza considerare l’ulteriore contributo di 5 punti base derivante dalla vendita delle quote di minoranza in Messico e degli asset negli Usa. Infine dai dati emerge che le Generali hanno ridotto del 5% l’esposizione ai Btp nel corso del primo semestre a 56 miliardi («un arrotondamento», hanno spiegato i vertici).
«Ci attendiamo un risultato operativo di fine anno in crescita rispetto al 2012», ha dichiarato Greco, rilevando che «il processo di ristrutturazione e semplificazione del nostro business in Europa Centro-orientale, Italia e Germania sta procedendo bene. Generali è un gruppo più focalizzato sul core business e più profittevole rispetto ad un anno fa e siamo ben posizionati per raggiungere i nostri obiettivi».
Insomma, a un anno esatto dall’insediamento, Greco – che lo festeggia con una progressione del 44% del titolo in Borsa – può tracciare un primo bilancio: il piano annunciato a gennaio ha avuto un «solido avvio, ma c’é ancora molto da fare». In una conference call sui risultati semestrali Greco ricorda di essere arrivato a Trieste con «il chiaro mandato dei soci di migliorare i ritorni» e che l’obiettivo del piano triennale è di creare «una società più semplice, più disciplinata e più redditizia, con una competitività rinnovata. A sei mesi da questo annuncio possiamo dire di essere ben posizionati per raggiungere questi target al 2015».
Quanto al ritorno per gli azionisti, con un risultato operativo atteso in crescita nel 2013, Greco ha lasciato intravedere la possibilità di un aumento del dividendo, seppur sia presto per parlarne: «siamo fiduciosi di poter partire con un progressivo miglioramento dei ritorni agli azionisti», ha detto. Sempre in tema di cedola, è intervenuto anche il cfo Alberto Minali, osservando che le plusvalenze derivanti dalle cessioni effettuate da Generali «non saranno usate al servizio della politica dei dividendi. Abbiamo una lista di priorità ed è quella di ridurre il debito e la leva. I dividendi saranno pagati con gli utili dell’attività ordinaria del gruppo», ha osservato. In proposito, sul fronte del debito, nei primi sei mesi dell’anno il gruppo ha ridotto di 500 milioni il debito finanziario, portandolo a 12,7 miliardi, «in linea con gli obiettivi».
Infine, sul fronte delle cessioni, premesso che è già agli atti l’aver superato il 50% dell’obiettivo di dismissioni fissato a un totale di 4 miliardi di euro, i lavori per completare il piano annunciato vanno avanti. In proposito Greco ha fornito un aggiornamento sul processo di vendita di Bsi, fissando un principio di base: Generali intende vendere Bsi al giusto prezzo nonostante la ricerca di un acquirente avvenga in presenza di «un mercato complicato».
La Borsa, dopo un trimestre in cui il Leone ha sovraperformato (+16% da aprile contro il +8% dell’indice Dj Stoxx di settore), ha preferito fare cassa con il titolo poco mosso (-0,68% a 14,71 euro) e nonostante l’accoglienza positiva dei risultati da parte degli analisti.

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