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Generali, l’utile balza a 1,6 miliardi

I risultati dei primi nove mesi di Generali confermano che il raggiungimento degli obiettivi è a portata di mano. L’utile in crescita e gli indicatori patrimoniali in ascesa confortano su quelle che sono le prospettive future del gruppo tanto che, l’amministratore delegato, Mario Greco, si è detto «ottimista» sulla chiusura dell’esercizio. Anche se ha preferito non sbilanciarsi sul tema dividendo e ha assicurato che la compagnia si applicherà con sempre maggiore convinzione «su un ulteriore miglioramento della redditività». Chiave di volta, assieme al perfezionamento del piano di dismissioni, per completare il percorso di cambiamento del gruppo assicurativo. Gruppo che, come annunciato ieri, ha archiviato i primi nove mesi con un utile di 1,591 miliardi di euro, in miglioramento del 40,4% sull’anno precedente. Nei tre mesi i profitti sono saliti addirittura del 75,5% passando dai 291 milioni del 2012 ai 510 milioni di fine settembre. I premi totali, invece, sono di fatto rimasti stabili a 49 miliardi (+0,6%). In compenso, il solvency ratio ha raggiunto quota 152% a fine ottobre, dal 143% di fine settembre, grazie al contributo di cinque punti percentuali arrivato con la cessione della riassicurazione Usa e delle minorities in Messico. Si tratta, ha spiegato Greco, di «un buon dato» che avvicina la compagnia al target del 160% fissato per fine 2015. «Grazie alle azioni intraprese negli ultimi mesi – ha sottolineato il ceo – abbiamo ottenuto un significativo miglioramento della situazione patrimoniale. Stiamo facendo buoni progressi nella trasformazione del gruppo e i risultati che presentiamo oggi dimostrano che siamo ben posizionati per raggiungere i nostri obiettivi. Ora ci focalizzeremo ancora di più sul miglioramento nostra redditività».
Al momento il risultato operativo, 3,4 miliardi in progresso del 6,2%, è frutto principalmente del buon andamento del segmento danni dove l’utile operativo è salito del 20,3% a 1,3 miliardi. Il combined ratio ora è al 95,1% (-1,6 punti percentuali), in miglioramento nonostante l’impatto dai sinistri catastrofali, tra cui le alluvioni in Europa Centrale. Frutto, probabilmente, del buon andamento del mercato italiano dove il combined ratio è sceso al 91,5% contro il 98,4% segnato in Francia. Diverso il discorso per il comparto vita dove l’utile operativo è sceso del 2% a 2,1 miliardi; nel trimestre tuttavia ha mostrato un buon andamento, +13,2% tendenziale. Nel vita i premi hanno raggiunto i 32,8 miliardi (+0,9%), spinti dai contratti linked (+10,5%) mentre i premi danni sono rimasti pressoché stabili a 16,2 miliardi (+0,1%).
In generale per l’intero anno, il gruppo prevede «un miglioramento del risultato operativo complessivo». Quanto agli investimenti in private equity e fondi alternativi effettuati dal passato management delle Generali, che, sotto richiesta Ivass verranno nuovamente valutati dal board della società, Greco ha in ogni caso assicurato che non avranno «ulteriori impatti contabili», poiché nel bilancio 2012 la compagnia ha già preso «tutte le misure necessarie».
Detto ciò, complice anche il fatto che Generali ha corso molto a Piazza Affari nell’ultimo mese (+17% dal 30 settembre contro il +10% segnato dal comparto assicurativo in Europa), ieri il titolo ha perso il 2,66% a 16,81 euro nonostante gli analisti abbiano promosso «i numeri solidi» presentati dalla compagnia.
Infine, il tema governance. Il consiglio di amministrazione del 6 novembre ha nominato Clemente Rebecchini, responsabile degli investimenti di Mediobanca, vice presidente delle Generali mentre non ha ancora cooptato il nuovo consigliere che dovrà sostituire Vincent Bolloré. Greco ha spiegato che ciò avverrà in occasione del prossimo cda di dicembre.

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