Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Generali lancia l’offerta su Cattolica Punta al 100% per ritirarla dal listino

Domenica sono partite le convocazioni. E il consiglio di Generali ieri mattina ha approvato il lancio di un’Opa totalitaria cash su Cattolica assicurazioni, fra le top10 in Italia con 6 miliardi di premi circa. Il Leone offre 6,75 euro per azione, con un premio del 15,23% rispetto alla prezzo di chiusura ufficiale di Borsa del 28 maggio, quando il titolo della compagnia veronese ha guadagnato il 15% dopo risultati trimestrali superiori alle attese, e del 40,5% sulla media dei prezzi degli ultimi sei mesi. Ieri la quotazione di riferimento ha fatto un salto del 15% a 6,97 euro, sopra il prezzo dell’offerta. Cattolica, che ha in portafoglio il 12% di azioni proprie, prenderà in esame il dossier fra giovedì e venerdì in un consiglio già in calendario, che potrebbe essere anticipato alle prossime ore. Il perfezionamento è previsto entro fine anno.

Con l’Opa il gruppo guidato da Philippe Donnet (assistito da Rothschild, Bofa e Mediobanca) fa un passo decisivo e conclude così un’operazione avviata come partnership industriale un anno fa con la sottoscrizione dell’aumento di capitale di Cattolica da 300 milioni riservato che aveva portato Trieste a essere il primo azionista con il 24% circa. La decisione ieri è stata presa all’unanimità: Francesco Gaetano Caltagirone, secondo socio del Leone con il 5,6%, che non aveva partecipato al board del giugno 2020 contestando modi e tempi dell’informazione agli amministratori, ieri ha votato a favore approvando la bontà strategica dell’acquisizione.

Sulla tempistica dell’offerta hanno probabilmente influito alcuni fatti di rilievo, anche recenti. Generali aveva subordinato l’ingresso in Cattolica a un cambio di governance e cioè la trasformazione della cooperativa in spa. Passaggio deliberato dall’assemblea della società in luglio e in vigore da aprile 2021. La svolta in Cattolica è stata comunque ben più ampia in questi mesi, segnati anche da interventi delle autorità di vigilanza, Ivass e Consob, e della magistratura. Qualche settimana fa, in occasione dell’assemblea di bilancio, la compagnia ha rinnovato il consiglio cambiandolo quasi interamente, dopo che l’authority assicurativa, che nel maggio 2020 aveva già “imposto” a Verona la ricapitalizzazione da 500 milioni in tempi brevi, è intervenuta “sollecitando” un cambio profondo ai vertici. Cambio che ha visto fra l’altro l’uscita del presidente Paolo Bedoni (sostituito da Davide Croff), mentre è stato confermato l’amministratore delegato Carlo Ferraresi. E mercoledì scorso il tribunale di Verona ha archiviato per infondatezza il procedimento avviato nei confronti dei vertici per illecita influenza in assemblea, notizia accolta con un balzo del 5% del titolo in Borsa. Un percorso accompagnato da un lavoro intenso nella gestione che ha contribuito ai risultati trimestrali, chiusi con la raccolta salita del 16% e l’utile netto in aumento del 221% a 45 milioni. Il titolo, rispetto ai minimi toccati quando l’Ivass ha chiesto la ricapitalizzazione, oggi in Borsa vale il doppio.

Per Generali l’operazione, che prevede il ritiro di Cattolica dalla Borsa ma la conservazione del brand, comporta, oltre a sinergie industriali e sul digitale, un rafforzamento in Italia e dunque in Europa, secondo gli obiettivi per la crescita indicati nel piano strategico che si conclude a fine anno. L’investimento massimo è previsto pari a 1,17 miliardi che sale a quasi 1,5 compresi i 300 milioni già impiegati per l’aumento di capitale. La metà dunque circa del «tesoretto» ancora disponibile per acquisizioni. Il Leone con Cattolica si consolida nei rami danni e salute, dove può diventare il primo player del Paese. Sotto il profilo territoriale rafforza la capillarità nel Nord Italia, dove la compagnia veronese è più presente. E sotto quello della clientela potrà avvalersi delle competenze di Cattolica anche nel settore agricolo, nel terzo settore e negli enti religiosi: la ex cooperativa è definita la “compagnia delle parrocchie” perché ha una quota di mercato che rasenta il monopolio.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ita, la nuova compagnia aerea a controllo pubblico, si chiamerà Alitalia, come la vecchia. Lo stor...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Strada spianata per la fusione Sia-Nexi, che ora avverrà «nei più brevi tempi possibili», scriv...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra anche il reddito di cittadinanza nel decreto fiscale collegato alla manovra all’esame oggi ...

Oggi sulla stampa