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Generali, la difesa passa dal piano

Il board delibera l’uscita del direttore generale Minali con una buonuscita da quasi 6 milioni
Dopo una seduta in altalena, il titolo Generali ha chiuso le contrattazioni ancora una volta in rialzo dello 0,97% a 15,57 euro. Segno che il mercato continua a credere in un possibile riassetto azionario del Leone. E non potrebbe essere altrimenti perché, dopo la conferma dell’interesse di Intesa Sanpaolo, ora si tratta solo di capire quali potrebbero essere le tecnicalità di un’operazione che mira al 100% della compagnia di Trieste. E soprattutto quali potrebbero essere le eventuali contromisure che il gruppo e i suoi soci potrebbero assumere per il mantenimento dello status quo.
Di questo si è parlato ieri nel corso del consiglio di amministrazione delle Generali, durante il quale il ceo Philippe Donnet ha dato una prima informativa sullo stato di avanzamento del piano industriale. «Il consiglio di amministrazione ha preso atto dell’informativa del group ceo sullo stato di avanzamento del piano strategico presentato a novembre 2016, esprimendo al riguardo la propria soddisfazione», è scritto nella nota diffusa ieri dal gruppo di Trieste. E proprio nelle pieghe del progetto potrebbe esserci lo spunto per alzare un’altra piccola barricata dopo la partecipazione opzionata in Intesa Sanpaolo. Le ambizioni di crescita ci sono e lo stesso Donnet in passato ha dichiarato che a certe condizioni la compagnia avrebbe valutato tutte le opportunità di sviluppo, soprattutto in paesi chiave come potrebbe essere la Germania. Da capire se le ambizioni insite nel business plan possano ora subire un’accelerazione. Si vedrà, di certo il principio cardine attorno a cui ruota, per il momento, l’azione delle Generali è quella di difendere le caratteristiche chiave della compagnia: internazionalità, indipendenza e italianità. E rispetto all’ultimo punto, va certamente segnalata la presa di distanza di Axa riguardo i rumor di un potenziale interesse per le Generali. Lo ha chiarito il ceo della compagnia francese Thomas Buberl, sottolinendo che se qualcuno vuol guidare il consolidamento nel comparto, lo faccia ma «la strategia di Axa non è questa». Il manager tedesco ha anche spiegato che un’acquisizione di grandi dimensioni da parte della compagnia non sarebbe ben accolta dal mercato francese. E proprio riguardo alle Generali ha riferito le parole di un analista finanziario di primo piano del comparto assicurativo: «Thomas, se lo facessi, verresti crocifisso».
La Francia, dunque, smorza nuovamente i rumor. Proprio mentre in Italia si infiamma una battaglia tutta tricolore per il controllo del Leone. E in merito a questo va segnalato che la quota detenuta dalle Generali in Intesa Sanpaolo è più rotonda di quanto comunicato in precedenza. In particolare, la compagnia detiene il 3,376% di Ca’ de Sass. L’operazione è datata 23 gennaio, il giorno in cui la compagnia assicurativa aveva annunciato di aver preso il 3,01% del capitale in prestito titoli. Le comunicazioni Consob precisano che il 3,376% è detenuto in parte come quota diretta, attraverso titoli in prestito, e in parte come indiretta proprietà. Alcune partecipate di Generali, infatti, avevano quote frazionali nel capitale della banca. Di questo andrà a parlare oggi le Generali in Consob, chiamate per spiegare la ratio di una mossa che ora obbliga Intesa Sanpaolo a lanciare un’offerta su almeno il 60% del gruppo assicurativo se intende davvero cercare «combinazioni industriali» con la compagnia.
Intanto, il cda tenuto ieri è servito anche per mettere il sigillo a un nuovo assetto di vertice. Come trapelato nei giorni scorsi, il direttore generale e cfo, Alberto Minali, lascerà Generali a fine gennaio. Lo farà con quasi 6 milioni di euro di buonuscita. I termini dell’accordo di risoluzione comunicati dalla compagnia, infatti, prevedono il riconoscimento di una “severance”, cioè di un’indennità di separazione, di 2,12 milioni di euro (pari a 14 mensilità) a cui si aggiungono 2,16 milioni di mancato preavviso. Un altro milione di euro lordo verrà dall’erogazione del bonus “short term incentive 2016” a cui si aggiungerà un’ulteriore cifra da pianificare per il piano di incentivazione 2014-2016. Infine il manager si vedrà riconosciuti 500mila euro lordi relativi agli impegni di non concorrenza della durata complessiva di dieci mesi. In totale si arriva a 5,78 milioni. L’uscita del manager ha evidentemente portato alla nomina del nuovo cfo, Luigi Lubelli, e a una redistribuzione delle deleghe prima in capo a Minali. In quest’ottica, un ruolo rilevante è stato riservato al comitato per gli investimenti che amplierà «le sue competenze istruttorie e consultive a supporto degli organi esecutivi anche alle operazioni aventi valore strategico». La decisione è stata presa dal cda sentito il parere favorevole del comitato per la governance e la sostenibilità sociale e ambientale. Il comitato cambierà quindi la denominazione in “Comitato per gli investimenti e le operazioni strategiche”. Al vertice del comitato siede il group ceo, Philippe Donnet. Al suo fianco il presidente Gabriele Galateri di Genola, Francesco Gaetano Caltagirone, Lorenzo Pellicioli, Clemente Rebecchini e Paola Sapienza. Il group cfo, il group cro e il group cio sono partecipanti stabili.

Laura Galvagni

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