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Generali Italia, Balbinot al vertice

Il gruppo Generali vara la subholding delle attività italiane, la prima compagnia assicurativa del Paese. Per la prima volta, si è riunito ieri il consiglio d’amministrazione di Generali Italia, oltre 13 miliardi di euro di raccolta premi a regime e 100 miliardi di attivi, e ha nominato i manager operativi. L’integrazione di tutte le attività nella Penisola voluta dal Ceo Mario Greco ha preso il via ieri mattina sotto la presidenza di Sergio Balbinot e il consiglio d’amministrazione ha dato incaricato a Raffaele Agrusti, nominato amministratore delegato della subholding, di portare a termine l’aggregazione di tutte le principali partecipazioni italiane e dei vari marchi assicurativi. L’ex direttore finanziario di Generali, che nei giorni scorsi era stato dato in uscita dal gruppo, resta dunque al comando di Generali Italia e conserverà il timone del progetto almeno fino a quando la compagnia non sarà ben avviata.
A sostituire invece il chief operating officer, Francesco Garello, è stato chiamato ieri un giovane manager di provenienza McKinsey, Marco Sesana, che ha seguito in questi mesi con Agrusti il progetto operativo di Generali Italia e in passato ha lavorato con Greco in Zurich. Fra le prime linee sono stati quindi nominati Stefano Meroi, alla direzione finanziaria, e Mario Lostuzzi, chief insurance officer. A capo della distribuzione della prima compagnia del Paese ci sarà Bruno Scaroni, alle risorse umane Gianluca Perrin, mentre a capo del marketing l’attuale Ceo di Genertel, Davide Passero.
Insomma, con il conferimento nella controllata Ina Assitalia di un ramo d’azienda denominato “Direzione per l’Italia”, che comprende anche le compagnie AlleanzaToro, Fata, Genertel, Genertellife, Banca Generali, Generali Properties e Genagricola, nasce una nuova realtà nel mondo assicurativo. La scatola societaria è quella del vecchio Istituto Nazionale delle Assicurazioni, privatizzato dal Tesoro negli anni ’90, acquisito nel 2000 – con un forte deficit nelle riserve assicurative – da Generali e risanato negli anni successivi da Trieste. Ora quella società, rilanciata da oltre dieci anni di gestione Generali, integrata con altre realtà importanti di gruppo e rinominata Generali Italia, con sede a Mogliano Veneto, ha nuove prospettive di crescita e di redditività, un nuovo progetto industriale e una base di 10 milioni di clienti, 9 mila dipendenti e una rete vendita di circa 3 mila agenti e migliaia di produttori. L’idea è che razionalizzando la struttura societaria e i marchi e facendo leva sull’immagine di solidità delle Assicurazioni Generali, l’insieme di queste attività possa ulteriormente crescere.
La stessa composizione del board della subholding evidenzia il legame con la capogruppo: ieri il consiglio di amministrazione di Generali Italia presieduto da Balbinot ha nominato alla vice presidenza Alberto Minali. Gli altri membri del consiglio sono Antonio Cangeri, capo del legale di Generali, Giovanni Liverani, performance manager del gruppo, Monica Alessandra Possa, che a Trieste ha la responsabilità delle risorse umane e Paolo Vagnone, capo del global business lines ed ex country manager di Generali. La fase di transizione che ancora caratterizza il progetto sembra confermata dalla durata del consiglio insediato ieri, che scadrà fra un anno con l’approvazione del bilancio 2013. Mentre il percorso indicato da Generali per l’anno in corso sottolinea che, dopo questa prima fase, l’integrazione proseguirà con l’incorporazione in Generali Italia delle attività assicurative dei marchi Toro, Lloyd Italico ed Augusta.
L’accoglienza da parte del mercato dell’avvio operativo della subholding italiana è parsa ieri positiva: le azioni della compagnia hanno terminato le contrattazioni a Piazza Affari a 13,72 euro, in rialzo del 2,24% rispetto alla seduta di venerdì.

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