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Generali, ipotesi Rebecchini in sostituzione di Bolloré

Generali fa un piccolo tuffo nel passato. Il futuro assetto di governance, con la possibile ascesa di Clemente Rebecchini, già membro del consiglio in rappresentanza diretta di Mediobanca dove è responsabile delle partecipazioni, alla carica di vice presidente del Leone di Trieste, di fatto ricalcherebbe parzialmente lo schema che ha guidato la compagnia nelle stagioni passate. Basti ricordare che quando l’amministratore delegato di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, era nel board di Trieste, l’istituto poteva contare addirittura su ben due vice presidenti. Ora la struttura di comando del gruppo assicurativo è decisamente più snella di qualche anno fa, il cda a pieno regime è composto di 11 consiglieri contro i 15 della precedente versione e i 18 della soluzione ancora antecedente, e il vecchio modello non poteva essere riproposto integralmente. Tuttavia, l’ipotesi di nominare Rebecchini vice presidente, di cui si sta discutendo in queste ore, sembra rappresentare una sorta di via di mezzo tra la situazione attuale e il governo passato.
Certo, la prossima nomina di Rebecchini non scioglie il nodo dell’indicazione di un nuovo consigliere che sostituisca Vincent Bolloré. Al momento, infatti, l’imprenditore francese dimessosi a fine settembre dal cda delle Generali, non è ancora stato rimpiazzato, sebbene lo statuto preveda che il consiglio sia composto di almeno 11 membri (ora sono dieci), e sul nome del candidato si starebbe ancora ragionando. In particolare, Mediobanca sarebbe al lavoro sul tema con il contributo degli altri soci che all’assemblea della scorsa primavera hanno sostenuto la lista di maggioranza, tra i quali il blocco degli imprenditori autonomi (De Agostini, Caltagirone, Del Vecchio e Benetton) a cui fa riferimento l’8,52% delle Generali. L’intenzione è trovare una figura condivisa anche con il board che abbia il profilo dell’imprenditore internazionale, sulla falsa riga di ciò che ha rappresentato Bolloré per il Leone negli anni di mandato al vertice. Al momento, come detto, non sarebbe ancora stata trovata una sintesi. Per questo, non è certo che la nomina di Rebecchini possa arrivare già al consiglio del 6 novembre, convocato per l’approvazione dei risultati. Sulla carta il passaggio potrebbe già avvenire in quella sede, tuttavia, l’orientamento attuale sarebbe di affrontare il riassetto di governance nella sua interezza. Quindi, o il nome del sostituto di Bolloré verrà individuato a stretto giro, oppure i cambi nel consiglio potrebbero slittare al board di dicembre. Si vedrà.
Nel mentre uno degli azionisti forti, Leonardo Del Vecchio, non ha escluso un possibile arrotondamento della quota, oggi detiene il 3%. L’imprenditore ha chiarito che è una decisione difficile da prendere, poiché necessita di riflessioni approfondite, tuttavia se il contesto fosse favorevole, potrebbe anche considerare di crescere: «Vedremo. Perché no?». Come è noto nei prossimi tre anni Mediobanca cederà fino al 3% delle Generali.
Intanto, l’ex partner delle Generali, Petr Kellner, con la holding Ppf ha registrato nel primo semestre dell’anno un utile netto di 379 milioni di euro, in progresso del 53%.

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