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Generali: il peso dell’estero cambia il passo del Leone

di Sergio Bocconi

Venerdì il consiglio di amministrazione di Generali approverà i dati del terzo trimestre. E questa volta l'attenzione su un periodo così breve è davvero molto alta. Per le compagnie di assicurazioni i contraccolpi della tempesta sui debiti sovrani sono in linea di massima inferiori rispetto alle banche e le agenzie di rating non hanno in genere declassato anche i gruppi assicurativi dopo aver ridotto il voto agli Stati e agli istituti di credito. Tuttavia l'attesa è forte.
Previsioni
I primi report degli analisti che riportano le stime sui risultati del Leone nei primi nove mesi sottolineano il peso della crisi di mercati finanziari e debiti sovrani, diventata ancora più aspra nel terzo trimestre. Le previsioni di utile oscillano così tra i 748 milioni di Intermonte e i gli 822 di Merrill Lynch, rispetto al risultato di 1,3 miliardi dei primi nove mesi 2010. Un calo fra il 37% e il 43% dunque. Che implica nelle ipotesi più pessimiste un terzo trimestre in perdita. Sul piano invece dell'andamento industriale gli analisti concordano nel dare indicazioni positive, in particolare sui rami danni.
Ma stime su trimestre e nove mesi a parte, dall'evoluzione dei conti si può anche ricavare un dato di lungo periodo: il Leone, una delle poche grandi multinazionali del nostro Paese, sta crescendo sempre più velocemente all'estero. Così, mentre nel 2003 la raccolta premi per area geografica era suddivisa più o meno equamente fra Italia (39-40%) ed estero (60-61%), alla fine del primo semestre di quest'anno l'estero «pesa» molto di più, circa il 72%, mentre l'Italia è scesa al 28%.
L'ultimo passo in ordine di tempo è stato compiuto in Messico: Trieste ha ceduto la partecipazione nel fondo pensione Afore Banorte Generali per concentrarsi sullo sviluppo dell'attività assicurativa vita e danni in partnership con il gruppo Banorte, che può contare su una rete di oltre 1.300 sportelli, con il quale è stato prolungato di 25 anni l'accordo di bancassurance.
Messico e nuvole
Il Messico per il Leone è il primo mercato dell'America Latina e rappresenta quasi la metà della raccolta in quell'area, che peraltro è in forte crescita con uno sviluppo del 40% nel ramo vita e di quasi il 13% nei danni. Trieste punta poi sul Brasile, il mercato più forte dell'America Latina, dove è presente con Generali Brasil seguros, che ha piani di crescita in prospettiva multicanale. Ed è presente in Argentina, dove ha una posizione di leadership con una quota di mercato pari all'8,6%.
«Complice» anche il fatto che il colosso triestino, dopo l'acquisto di Toro, ha dovuto orientare i piani di crescita e di acquisizioni in particolare oltre frontiera, i due top manager del gruppo Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot hanno spinto molto negli ultimi anni per la «globalizzazione» della compagnia. Così nel 2002 Generali ha costituito in Cina la joint venture con il big locale del petrolio garantendosi nel contempo anche un maxi contratto. Oggi è uno dei primi gruppi stranieri per la raccolta nel ramo vita, è presente in 11 città con oltre 6 mila agenti e circa 800 promotori finanziari. Nel 2003 il passo successivo in Asia viene compiuto in Thailandia con l'acquisto di una compagnia specializzata nel direct line. In Europa invece il Leone rileva i portafogli di Zurich nell'Europa Centro Orientale e acquista il controllo in Francia di Le Continent. Nel 2004 sigla un accordo di joint venture nella bancassicurazione in Spagna con Cajamar.
Nel 2006 ancora in Asia: è la volta di una joint-venture in India con il gruppo locale di grande distribuzione Future. Il Leone può contare oggi su 50 mila agenti e 3.400 promotori finanziari. L'anno successivo viene concluso un acquisto in Austria e tra fine 2007 e inizio 2008 nel 2008 viene sottoscritto e finalizzato l'accordo con il gruppo ceco Ppf di Petr Kellner, che diventa in seguito anche socio e consigliere del Leone. A Praga il Leone stabilisce il quartier generale per l'area dell'Europa dell'Est. I passi successivi sono negli Emirati Arabi uniti (filiale) e nel 2010 l'acquisto della licenza per operare in Vietnam.
Verso Mosca
Un target importante è infine la Russia, dove Generali è diventata azionista con circa l'1% del secondo istituto bancario Vtb in fase di privatizzazione e sono in dirittura di arrivo i negoziati per un accordo industriale che si profila come una partnership per la distribuzione multicanale, attraverso gli sportelli della banca di Mosca ma anche con una rete di agenti, Internet e promotori finanziari, di prodotti vita e danni studiati ad hoc per il mercato russo.
Tutti passi attraverso i quali il peso dell'estero sui premi raccolti aumenta in modo progressivo con il rafforzamento del gruppo anche nei singoli Paesi. Nel 2003, quando la raccolta era ancora concentrata in Italia per circa il 40%, il Leone era la terza compagnia in Germania e sesta in Francia e non aveva in pratica una posizione significativa nell'Est Europa. A fine 2010 Generali è seconda in Germania e Francia ed è il primo operatore nell'area Europa dell'Est.

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