Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Generali, i paletti di Bankitalia su Fsi

Bankitalia cede il 4,5% al Fondo strategico italiano, controllato dalla Cdp, che si impegna a vendere l’intera partecipazione entro fine 2015. L’operazione, che sarà completata entro aprile, avrà luogo con il conferimento della quota del Leone da parte di Via Nazionale al Fondo a un valore da determinare sulla base del prezzo medio nei sei mesi precedenti (e comunque, in modo orientativo, intorno a 800 milioni), in cambio di azioni privilegiate e ordinarie di nuova emissione. All’istituto, che avrà non più del 20% del capitale del Fsi, le eventuali plusvalenze saranno retrocesse sotto forma di dividendi delle privilegiate.
L’operazione è stata decisa da Bankitalia al fine, si legge in una nota dell’authority, «di prevenire ogni rischio di conflitto di interessi, anche solo apparente o potenziale, in seguito all’istituzione dell’Ivass, la nuova autorità di vigilanza sulle assicurazioni in cui gli esponenti della Banca svolgeranno un ruolo rilevante». Per «rassicurare» i soci rilevanti del Leone, che hanno espresso il timore di un ingresso della politica, visto che la Cdp è controllata per il 70% dal Tesoro e per il 30% dalle fondazioni, il passaggio delle azioni è «accompagnato» da una serie di impegni del Fsi. Oltre a vendere la quota a terzi «in modo ordinato e a condizioni di mercato» entro tre anni, il Fondo guidato da Maurizio Tamagnini dovrà «esercitare, sino a quando manterrà la partecipazione in Generali, i diritti di voto in assemblea secondo i criteri seguiti dalla Banca d’Italia per le sue partecipazioni». Criteri illustrati dal governatore Ignazio Visco in una lettera indirizzata a Cdp e Fsi: «Ai fini dell’elezione degli organi sociali, il voto è di norma espresso a favore della lista di minoranza presentata da qualificati gruppi di investitori istituzionali, con l’obiettivo di migliorare la governance societaria favorendo l’attività di controllo che questi soggetti possono esercitare». Nessuna rappresentanza dunque del Fondo nel consiglio del Leone. Vengono inoltre illustrati i principi per la valutazione delle proposte relative a politiche di remunerazione, compensi al management e piani di stock option.
Il Fsi, una volta conclusa la vendita della quota Generali, «rimborserà a Banca d’Italia le azioni privilegiate». L’istituto resterà nell’azionariato del Fondo con una quota minoritaria, «non soggetta a vincoli di permanenza». Anche Via Nazionale «non sarà rappresentata» negli organi del Fsi.
Infine, secondo gli accordi il Fondo strategico italiano darà corso a un aumento del capitale suddiviso in due tranche: la prima, come si è visto, riservata appunto a Bankitalia; la seconda alla stessa Cdp, per garantire che la partecipazione nel Fondo non sia inferiore all’80%: verrà realizzata con apporto cash prevedibile di circa 2,2 miliardi, nell’ambito dei 4 miliardi già deliberati.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa