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Generali, i consiglieri a maggioranza per un nuovo mandato a Donnet

Dopo quattro ore di discussioni, la riunione consultiva dei 12 membri non esecutivi del cda di Generali finisce 8 a favore della lista del consiglio e a sostegno della ricandidatura dell’attuale amministratore delegato Philippe Donnet per il terzo mandato alla guida di Trieste. Contro o astenuti, invece, 4 consiglieri. I non esecutivi hanno infatti espresso a maggioranza «apprezzamento per il lavoro svolto e i risultati conseguiti», accogliendo favorevolmente la disponibilità di Donnet a ricandidarsi, nel caso in cui il «consiglio uscente proceda alla presentazione di una lista per il rinnovo del cda, di una sua inclusione nella citata lista con il ruolo di ad».Il cda che dovrà decidere se andare avanti con la lista del management è convocato per il prossimo 27 settembre, e dato l’esito della riunione, salvo colpi di scena è prevedibile che finisca 9 a 4, dato che anche Donnet potrà votare per attivare la riforma della governance di Trieste; una riforma introdotta per la prima volta nello statuto dopo l’assemblea del 2020 con una larga maggioranza di tutti i soci, compresi quelli che ora non vedono di buon occhio il rinnovo di Donnet.Ieri i consiglieri espressione della lista di Mediobanca e i due esponenti di Assogestioni avrebbero votato a favore della lista del board, sostenendo quindi Donnet. Viceversa i 4 amministratori del Leone vicini al vice presidente Francesco Gaetano Caltagirone (Paolo Di Benedetto e Sabrina Pucci, che si è astenuta) e a Leonardo Del Vecchio (Romolo Bardin), dopo aver tentato a lungo una mediazione, non hanno votato a favore di questa forma di governance e l’attuale management- che a loro dire – è espressione solo di una parte dei soci vicina a Mediobanca (primo azionista con il 12,9%) e le famiglie Boroli Drago (1,2%).Per Del Vecchio (socio al 5% di Generali e al 19% di Mediobanca) e Caltagirone (che ha il 6% del Leone e il 2,88% di Piazzetta Cuccia con opzioni per salire al 5%), quella che verrà votata nel cda del 27 settembre non sarà la lista del consiglio, ma solo di una parte di questo. A riprova della vicinanza di Donnet a una parte degli azionisti – e non al mercato- i soci citano il tentativo sfumato la cavallo dell’estate 2020 – di vendere il controllo di Banca Generali a Mediobanca, sfumato sia perché nel frattempo le valutazioni del Leone – usate come collaterale- si erano inabissate sia perché allora tutti gli indipendenti avevano sostenuto i consiglieri vicini a Del Vecchio e Caltagirone per bloccare l’operazione.Resta adesso da vedere se, con una lista del cda approvata a maggioranza dallo stesso consiglio, Caltagirone e Del Vecchio decideranno di presentare anch’essi una propria lista, che si aggiungerà alla prima e a quella dei fondi. La partita, in questo caso, potrebbe spostarsi dal cda di Trieste alle assemblee di Mediobanca (28 ottobre) e del Leone, dove il mercato farà da ago della bilancia.

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