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Generali, ecco i poteri nei patti

di Sergio Bocconi

MILANO— Il consiglio delle Generali che mercoledì ha affidato la gestione di tutte le partecipazioni non industriali, comprese quelle vincolate nei patti, a Giovanni Perissinotto, ha rimarcato i poteri del capoazienda. E ha rafforzato una precedente decisione del board triestino sul coordinamento delle posizioni nei patti ai quali partecipa il Leone fra il presidente Cesare Geronzi (che rappresenta la compagnia di Trieste negli accordi parasociali Rcs, Pirelli e Mediobanca) e il group ceo. Le decisioni del lungo e dibattuto board concluso con la stretta di mano fra Diego Della Valle e Geronzi sembrano in realtà l’ultimo passo di un cambio del governo societario nelle Generali che ha rappresentato una svolta. E che si può riassumere così: prima al vertice c’erano un presidente, Antoine Bernheim, con deleghe e due amministratori delegati, Perissinotto e Sergio Balbinot, che avevano responsabilità suddivise geograficamente. Oggi la governance, più rispondente ad aspettative e consuetudini dei mercati internazionali, prevede che il capoazienda abbia pieni poteri (partecipazioni comprese) e il presidente sia «all’inglese» , cioè senza deleghe operative. Il passaggio da responsabilità di gestione «ripartite» a «concentrate» , voluto dagli azionisti industriali e dal socio maggiore, Mediobanca con il 13,4%, rende anche più lineare la valutazione nel tempo dei risultati della compagnia. L’ultimo chiarimento sulle partecipazioni (d’ora in avanti nessuna sarà «strategica» , se non quelle industriali) è arrivato tra l’altro dopo che Della Valle ha avviato un duro confronto con Geronzi e chiesto che il Leone uscisse da Rcs Mediagroup vendendo il 3,7%vincolato nel patto. Confronto che torna in un’intervista dell’imprenditore marchigiano a l’Espresso, oggi in edicola, e che è stata realizzata poco prima del board di mercoledì. Della Valle suggerisce tra l’altro al presidente delle Generali di cominciare a pensare alla pensione e torna sul colloquio di Geronzi con il Financial Times: «Affermazioni senza senso» , «non concordate con consiglio e amministratore delegato» , «una cosa che non ho visto mai prima» . E secondo il Wall Street Journal Geronzi «minaccia di oltrepassare il suo ruolo non esecutivo» : anche in questo caso il riferimento è all’intervista al quotidiano inglese e in particolare ai passaggi sulle banche e sul sostegno ai programmi governativi sulle infrastrutture, successivamente «corretti» dal presidente.

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