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Generali è player globale nel settore rischi aziendali

Generali diviene un global player nelle coperture dei rischi aziendali. La compagnia triestina ha annunciato ieri l’avvio dell’attività di Global corporate & Commercial business, nuova unità specializzata appunto nei servizi assicurativi alle imprese di medie e grandi dimensioni. A guidarla sarà Paolo Ribotta, manager arrivato da pochi mesi a Trieste dopo un passato trascorso, tra l’altro, a Zurich (a fianco dell’attuale Ad di Generali Mario Greco) e ad XL group. Con la nuova struttura si concretizza uno degli obiettivi annunciati a gennaio nel piano strategico della società quello acquisire un maggior peso nei rami danni rispetto a quelli vita, che attualmente caratterizzano in prevalenza il business model di Generali. Il peso del Leone nel corporate&commercial business non è trascurabile. È un portafoglio premi che nel 2012 ha raggiunto 1,5 miliardi con una leadership in Italia, presenze significative in Spagna e Francia ed alcune eccellenze (ad esempio nelle polizze infortuni e malattia dei dipendenti). Ma non è ancora confrontabile con i portafogli gestiti dai principali concorrenti di Trieste: Axa (2miliardi). Allianz (4,3 miliardi) e Zurich (5,7 miliardi).
L’unità guidata da Ribotta – risponderà direttamente a Paolo Vagnone, responsabile delle global business lines – avrà il compito di sostenere lo sviluppo del business aziendale nei singoli paesi armonizzando gli approcci operativi a livello globale. In conseguenza di queste nuove policy è anche prevedibile un più selettivo ricorso alla riassicurazione dove attualmente rifluisce una quota non trascurabile dei premi corporate del gruppo. In quest’ambito particolare rilievo avrà la nuova sede del Leone aperta nelle scorse settimane a Londra allo scopo di intercettare una quota del business delle grandi aziende internazionali che vengono nella city per coprire i propri rischi. Sarà la nuova antenna delle Generali per prendere confidenza sui mercati danni che ancora sono fuori dal proprio raggio operativo. Nel 2015 – stima il piano strategico del gruppo italiano – dai rami danni e vita dovrà giungere lo stesso flusso di profitti operativi (5miliardi in tutto). Attualmente, invece, vi è una forte sproporzione a vantaggio del vita (2,5 contro 1,6 miliardi). E una parte significativa dei proventi dovrà appunto provenire dal business corporate&commercial.

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