Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Generali, dopo lo scontro la prova dei mercati

MILANO — Oggi «debutta» in Borsa il titolo Generali dopo il consiglio che sabato ha portato il cambio al vertice, con la sfiducia a Giovanni Perissinotto e la decisione di affidare la guida a Mario Greco. Un debutto che sarà accompagnato dalle annunciate dimissioni dal board di Diego Della Valle che non ha condiviso metodo e sostanza della rapida svolta.
Il primo test dei mercati avrà comunque significato parziale. Non solo perché le Borse in questo periodo rispondono ad altre sollecitazioni, ma anche perché bisogna attendere che Greco, attualmente ai vertici del gruppo elvetico Zurich, prenda effettivamente il timone della compagnia triestina. Almeno un mese sarà necessario per la cooptazione nel consiglio (il prossimo board in calendario è per il 26 giugno, ma occorre valutare i tempi tecnici per il passaggio, che probabilmente saranno definiti in questi giorni) e la nomina a group ceo con gli stessi poteri che aveva Perissinotto. E poi Greco, pur esperto assicuratore (è stato prima in Ras-Allianz ed Eurizon prima di approdare a Zurigo) avrà bisogno di tempo per realizzare la discontinuità nella gestione che i grandi soci hanno ritenuto indispensabile. In un gruppo con forte identità e abituato ad avvicendamenti interni, Greco nella transizione sarà comunque affiancato dal team triestino costituito anzitutto dall’amministratore delegato Sergio Balbinot, dal responsabile della finanza Raffaele Agrusti e dal country manager per l’Italia Paolo Vagnone, già suo vice in Ras.
In estrema sintesi i mercati si aspettano che la gestione Greco sia più dinamica, che non significa però meno prudente, caratteristica che ha sempre contrassegnato il management del Leone e ha consentito al gruppo di limitare i danni in situazioni di crisi, comprese quelle recenti. Un cambio di passo potrebbe però comportare una diversa allocazione del capitale, sia in termini di business sia sotto il profilo geografico. Generali è una multinazionale: «solo» il 30% dei premi è in Italia, ma il focus è ancora molto forte sul vita e sotto il profilo geografico sui mercati tradizionali (come Francia e Germania). Gli sforzi compiuti negli ultimi anni sono stati notevoli, ma è forse possibile una crescita più decisa su aree ad alto potenziale di sviluppo, anche riallocando risorse. Con oltre 460 miliardi di asset investiti, di cui 46 in bond italiani e un’esposizione totale nel rischio sovrano per 113,8 miliardi, il Leone è uno dei principali protagonisti della nostra economia, ma sarà possibile lavorare sul mix degli investimenti per esempio liberando ulteriore capitale investito nel settore bancario. Bisognerà vedere inoltre se la crescita nel private banking e asset management sarà ancora nelle linee guida dello sviluppo della compagnia.
Per il momento il mercato potrà limitarsi a valutare la mossa compiuta e a lavorare sulle attese. Il ricambio anticipato rispetto ai tempi «naturali» della scadenza del board, spinto dai soci privati (Del Vecchio, Caltagirone, De Agostini) e condiviso da Mediobanca, avrà comunque riflessi in Borsa. Probabilmente anche per il titolo di Piazzetta Cuccia, sul quale per il 60% «pesa» quello del Leone.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nell’anno della pandemia la Consob aumenta la vigilanza anche sul web e adotta nuove tecnologie a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doveva essere la prova generale per i contratti del Pnrr. Falsa partenza, invece, per il Concorso S...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È l’eterno ritorno dell’uguale. Il giorno della marmotta applicato al lavoro. Ricominciano a c...

Oggi sulla stampa